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Un unico giudice onorario

Nascerà la figura unica del giudice onorario (addio, dunque, alla distinzione fra quello di pace e quello onorario del tribunale). E, con un incarico di durata minore, prenderà sulle sue spalle nuove competenze, fra cui le liti meno complesse in materia di successioni ed i procedimenti per il reato di minaccia senza aggravanti. È l’aula della camera ad averlo deciso ieri, dando il via libera definitivo al disegno di legge delega al governo per la riforma organica della magistratura onoraria (C. 3672); il provvedimento, già votato dai senatori, è passato senza modifiche rispetto alla versione di palazzo Madama, con 214 voti favorevoli, 108 contrari e 15 astenuti. Al 26 novembre del 2015 i giudici in servizio erano complessivamente 5.722 e, grazie al restyling parlamentare, sarà istituita un’unica figura di giudice onorario che verrà denominato giudice onorario di pace (gop), inserito in un solo ufficio giudiziario; quanto, invece, ai magistrati requirenti onorari confluiranno nelle procure della Repubblica, mediante una specifica articolazione. Novità, pure sulle modalità d’accesso: per la nomina basterà unicamente la laurea in giurisprudenza, ma verranno sbarrate le porte a chi è già in pensione. Quanto ai requisiti anagrafici, si andrà dai 27 ai 60 anni, e la delega definirà i titoli preferenziali e il procedimento di nomina dei giudici, che spetterà alla sezione autonoma della magistratura onoraria (che dovrà essere istituita) del Consiglio giudiziario. Novità, inoltre, sulla durata dell’incarico, fissata in quattro anni, che potrà esser rinnovata una sola volta. Aver svolto le funzioni di magistrato onorario per due mandati costituirà «titolo preferenziale nei concorsi per la pubblica amministrazione», e i giudici potranno contare su un’indennità composta da una parte fissa e una variabile; nei primi due anni i magistrati onorari di pace saranno impiegati presso l’ufficio del processo e, nel corso dell’incarico, saranno tenuti a seguire corsi di formazione professionale. Nel ddl delega, composto da 9 articoli, spazio pure alla rivisitazione dei casi di incompatibilità (con un «giro di vite» sull’incompatibilità familiare) e all’individuazione di illeciti disciplinari. Aumenterà il carico di lavoro: sul fronte civile, saranno loro attribuite cause condominiali, i procedimenti di espropriazione mobiliare presso il debitore e di espropriazione di cose in possesso di terzi (con l’obbligo, però, di seguire le direttive di un giudice togato) e le controversie meno difficili in materia di successioni e comunione di beni. Escalation della competenza per valore, estesa fino a 30 mila euro, ma per gli incidenti stradali si salirà fino a 50 mila; chance, poi, di decidere «secondo equità» tutte le cause che non superino un ammontare di 2.500 euro. Sul piano della competenza penale, saranno attribuite nuove fattispecie di reato quali minaccia (senza, però, aggravanti) e furto perseguibile a querela, abbandono di animali e contravvenzioni riguardanti animali o specie vegetali protette, commercio e vendita di fitofarmaci e rifiuto di fornire le generalità alle forze dell’ordine. Plauso della presidente della commissione giustizia di Montecitorio Donatella Ferranti (Pd): con queste norme, ha affermato, «si valorizzerà il fondamentale apporto che tale settore della magistratura può assicurare al funzionamento del sistema».

Simona D’Alessio

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