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Un test di convenienza per il nuovo ravvedimento

Restano meno di sei mesi di “coesistenza” tra il nuovo ravvedimento e gli istituti che saranno abrogati dal 1° gennaio 2016, come l’adesione al Pvc. Un periodo nel quale i professionisti continueranno ad essere chiamati a un vero e proprio test di convenienza rispetto alla posizione dei contribuenti loro clienti.
Le nuove sanzioni ridotte
L’istituto del ravvedimento è stato profondamente rinnovato dalla legge di Stabilità 2015 (legge 190/14, articolo 1, commi 637–639)per le violazioni e omissioni di imposte amministrate dalle Entrate.
Nell’articolo 13 del Dlgs 472/1997, sono state aggiunte le lettere a-bis), b-bis), b-ter), b-quater), in base alle quali il contribuente che si “autosanziona” potrà beneficiare di sanzioni ridotte anche se si ravvede ben oltre i termini previsti in precedenza, anche per gli errori o omissioni che incidono sulla determinazione o sul pagamento del tributo. In particolare:
1/9 del minimo se l’errore o omissione viene regolarizzato entro 90 giorni dalla presentazione della dichiarazione/violazione/mancato versamento (come chiarito nella circolare 23/E/2015);
1/7 del minimo se l’errore o omissione viene regolarizzato entro il termine per la presentazione della dichiarazione relativa all’anno successivo o entro due anni dalla violazione;
1/6 del minimo se l’errore o omissione viene regolarizzato oltre il termine per la presentazione della dichiarazione relativa all’anno successivo od oltre due anni dalla violazione;
1/5 del minimo se l’errore o omissione viene regolarizzato dopo l’inizio dell’attività di verifica o di notifica di un Pvc o di un invito a comparire, sempreché non rientri tra le violazioni indicate agli articoli 6, comma 3 e 11, comma 5 del Dlgs 471/1997. Resta dubbia l’applicazione di tale riduzione per i rilievi eseguiti tramite “verbali giornalieri” così come evidenziato nella Direttiva della GdF dello scorso 15 maggio, per i quali si attendono chiarimenti.
Le nuove sanzioni, però, fanno un distinguo tra i tributi amministrati dalle Entrate e quelli amministrati dalle Dogane e dagli enti locali. I primi saranno soggetti a sanzioni variabili da 1/10 a 1/5 e il ravvedimento potrà essere eseguito finché non è notificato un avviso di accertamento/liquidazione; i secondi, invece, usufruiranno di sanzioni variabili da 1/10 a 1/8 nel limite temporale di un anno.
Nell’ambito delle imposte erariali, quindi, sono stati eliminati alcuni limiti caratterizzanti l’istituto, vale a dire quello temporale – in quanto consente di sanare le inadempienze oltre il termine della presentazione relativa all’anno nel quale è stata commessa – e quello dell’attivazione di operazioni accertative, poste in essere dalle Entrate e portate a conoscenza del contribuente.
L’unica preclusione resta la notifica di avvisi di accertamento, liquidazione, bonari, comunicazioni degli esiti dei controlli formali o automatizzati (ex articoli 36-bis,36-ter Dpr 600/73 e 54-bis Dpr 633/72), nonché gli avvisi di recupero dei crediti e avvisi di irrogazione di sanzioni, i quali,seppur non richiamati dalla norma, così come chiarito dalla circolare 6/E/2015, vengono ricompresi essendo atti autoritativi impositivi.
La transizione del 2015 
Queste innovazioni, però, hanno determinato l’abrogazione (con decorrenza dal 1°?gennaio 2016) di alcuni istituti deflattivi del contenzioso, come l’adesione ai Pvc, inviti a comparire, l’acquiescenza rinforzata (ex articolo 15, comma 2-bis, Dpr 322/1998), in quanto anch’essi, come il nuovo ravvedimento, consentivano al contribuente che aderiva agli elementi individuati dagli organi accertatori tout court, senza esperire alcuna attività di contestazione, di ottenere una riduzione delle sanzioni pari a 1/6 del minimo.
Come evidenziato nella circolare Assonime 15/2015, se da un lato il nuovo ravvedimento consente al contribuente soggetto ad attività ispettiva di sanare le inadempienze anche parzialmente, decidendo di ravvedersi solo per alcuni errori (in caso di Pvc l’adesione doveva essere integrale), dall’altro:
la riduzione delle sanzioni in caso di controllo è inferiore rispetto a quella prevista per gli istituti abrogati, ancora utilizzabili nel 2015, passando da 1/6 per i Pvc a 1/5 per il ravvedimento;
non è previsto il cumulo giuridico (ex articolo 12 del decreto legislativo 472/1997) e quindi il contribuente dovrà calcolare le sanzioni per ciascuna violazione, con il rischio di commettere altri errori comportando la generazione di un “circolo vizioso”;
non è possibile rateizzare gli importi dovuti, quindi il contribuente dovrà versare nello stesso momento le maggiori imposte, le sanzioni e gli interessi.
Finché coesistono entrambi gli istituti è opportuno che il contribuente valuti bene pro e contro per esperire quello più conveniente, almeno in termini finanziari.
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