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Un tedesco al timone di Benetton

MILANO — Un tedesco a Ponzano Veneto. Per traghettare la Benetton group fuori dalle secche e in vista di una separazione dell’azienda in tre divisioni la famiglia veneta, per guidare il rilancio della società che porta il proprio nome, avrebbe scelto Bruno Salzer, attuale numero uno di Escada ed ex amministratore delegato di Hugo Boss durante la gestione del marchio sotto la proprietà della famiglia Marzotto.
Salzer sarebbe il primo amministratore del gruppo di Ponzano Veneto con un’esperienza pluriennale nel settore abbigliamento e anche il primo top manager straniero in casa Benetton. Tutti gli altri amministratori che dalla quotazione ad oggi hanno gestito l’azienda provenivano invece da un percorso professionale diverso che con l’abbigliamento tout court non avevano molto a che vedere. Per l’azienda è un forte segnale di discontinuità con il passato, anche perché chi conosce Salzer da tempo lo descrive come un manager molto determinato e sicuro di sé, che ha fatto della distribuzione e della logistica uno dei punti di forza nel rilancio di Hugo Boss che ha gestito dal 1995 al 2008. Dopo l’acquisto del marchio tedesco da parte del fondo Permira, Salzer è andato a guidare Escada, griffe finita in amministrazione controllata e poi acquisita da Megha Mittal, nuora di Lakshmi Mittal magnate dell’acciaio e dell’immobiliare.
La nomina dovrebbe essere ufficializzata a fine marzo, quando il consiglio dovrà approvare il bilancio più disastroso della storia del gruppo veneto di abbigliamento. Dalla quotazione del 1986 fino al delisting da Piazza Affari che risale al maggio 2012, Benetton ha chiuso in perdita solo una volta per motivi tecnici e di natura straordinaria. Nel 2002 a causa della svalutazione dei marchi sportivi Nordica, Prince e Rollerblade, il gruppo registrò una perdita di 10 milioni, mentre nel 2013 il rosso dovrebbe essere di entità ben maggiore. Nonostante le plusvalenze legate alla cessione di due importanti cespiti immobiliari come quello di Roma e quello di Tokyo, la società ha risentito in maniera pesante della crisi dei consumi che ha colpito più duramente i Paesi del mediterraneo dove Benetton realizza la maggior pare dei suoi ricavi. È anche vero però che nelle stesse aree rivali come Zara e H&M hanno sofferto meno il crollo dei consumi, pertanto il gruppo italiano oltre a una migliore distribuzione geografica dovrà rivedere anche il suo modello di business. In quest’ottica la famiglia sarebbe determinata a fare un passo indietro delegando a un management indipendente il delicato processo di risanamento dell’azienda che porta il proprio nome.
A questo proposito il presidente con deleghe Alessandro Benetton, figlio del fondatore Luciano, non ha ancora sciolto le riserve sul suo futuro impegno nel gruppo. Alessandro in questi ultimi anni si è speso il prima persona nel rilancio del gruppo ed è tra coloro che all’interno della famiglia ha spinto per una profonda trasformazione dell’azienda, incaricando Boston Consultig Group di studiare un piano di rilancio. La società di consulenza a dicembre aveva presentato a Edizione un progetto di scissione in tre della Benetton Group, che ora Salzer sarà chiamato a eseguire anche se il suo mandato dovrebbe prevedere un focus sulla parte commerciale del gruppo di abbigliamento. Nell’ambito del riassetto votato ad unanimità dalla famiglia è inoltre previsto la separazione in un divisione ad hoc delle attività industriali e di quelle immobiliari del gruppo.

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