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Un tavolo per il Dopo di noi

Un tavolo tecnico-politico per dare attuazione alla legge sul «Dopo di Noi». A due anni dal varo della legge n. 112/2016 (Disposizioni in materia di assistenza in favore delle persone con disabilità grave prive del sostegno familiare), entrata in vigore il 25 giugno del 2016, il Consiglio nazionale del notariato ha voluto fare un punto, ieri, a Roma, con il mondo della politica, sullo stato di attuazione della normativa. Che, al momento, pare essere molto lontana dal raggiungere gli obiettivi di tutela che si era prefissata: su una platea di circa 4 milioni di potenziali aventi diritto a fruire degli strumenti previsti dalla norma (trust, vincoli di destinazione ex art 2465-ter del codice civile e contratti di affidamento fiduciario), sono state molte poche le famiglie che li hanno utilizzati. Secondo gli ultimi dati forniti dai notai, e aggiornati al 21 dicembre 2017, sono stati costituiti solo 818 trust, 387 vincoli di destinazione e soli 7 contratti di affidamento fiduciario.

Le cause? Le ha spiegate il notaio Pierluisa Cabiddu, consigliere nazionale del Cnn, che ha messo in evidenza le numerose criticità di natura civilistica che stanno impedendo alla legge di avere piena attuazione, «soprattutto con riferimento ai patrimoni di modesta entità». Innanzitutto c’è un problema di rapporto della legge 112 con il diritto successorio: «Gli istituti previsti, cioè trust, vincoli di destinazione ex art. 2465-ter, contratto di affidamento fiduciario, vanno spesso a confliggere con problemi di natura ereditaria, come le eventuali lesioni della quota riservata ai legittimari», ha spiegato la Cabiddu. Finalizzata a dare tutela alle persone con disabilità grave anche quando, in famiglia, non è rimasto più nessuno a poter prendersene cura, insomma, la legge sul «Dopo di Noi» si sta scontrando con il mancato coordinamento con le norme esistenti.

Tanto che il notariato propone un riforma sistematica della disciplina ereditaria, introducendo il «patto successorio rinunciativo», che permetterebbe ai legittimari di rinunciare a diritti che deriverebbero loro da una successione non ancora aperta. I notai sottopongono al mondo della politica anche l’ipotesi di ampliare la platea dei beneficiari di agevolazioni ed esenzioni fiscali, ricomprendendo anche disabili non gravi, anziani non autosufficienti, e di prevedere anche altri istituti giuridici che mirino ad assicurare cura, assistenza e protezione ai disabili.

Ai parlamentari di Pd, Leu, M5s e Fratelli d’Italia presenti all’incontro, tutti favorevoli ad aprire un tavolo tecnico-politico su questi temi, i notai hanno sottoposto anche il tema della complessità e, per assurdo, della maggiore onerosità fiscale, degli strumenti previsti dalla legge. Nicola Forte, componente della Commissione studi tributari del Cnn, ha infatti analizzato la normativa alla luce della legislazione fiscale vigente, facendo emergere che le famiglie che decidono di applicare la legge 112 sono addirittura penalizzate da una tassazione elevata.

Roberto Miliacca

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