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Un solo Tribunale per i brevetti Ue

Il quadro normativo adesso è completo. Tutto è pronto, con la pubblicazione dell’accordo sul tribunale unificato dei brevetti sulla «Gazzetta ufficiale» dell’Unione europea del 20 giugno (C 175), per il via al sistema del brevetto unico europeo.
Con due grandi assenti, Italia e Spagna che già pagano un prezzo per la scelta di non partecipare al meccanismo della tutela brevettuale unitaria, perdendo la possibilità di una sede dell’organo giurisdizionale o del Centro di mediazione e di arbitrato.
L’Italia, dopo il «no» al brevetto unitario che assicura l’emanazione di brevetti validi e protetti in modo uniforme simultaneamente in 25 Stati, ha rivisto le proprie posizioni firmando l’accordo sull’istituzione del tribunale (manca la procedura di ratifica) e ha pagato un prezzo per un cambiamento di posizione tardivo.
L’accordo, che stabilisce la costituzione di un tribunale comune agli Stati parti con una composizione di giudici multinazionale, individua come sede centrale Parigi, istituendo due sezioni distaccate a Londra e Monaco. È prevista, però, l’istituzione di divisioni locali e regionali. E qui, l’Italia, che ha solo firmato l’accordo, potrà giocare ancora un ruolo.
Il Centro di mediazione e di arbitrato per i brevetti sarà invece attivato con base a Lubiana e Lisbona. Anche questa rappresenta un’occasione persa. Senza dimenticare che, stando alle stime di Bruxelles, il sistema del brevetto unitario europeo comporterà una riduzione delle spese del contenzioso di 289 milioni di euro. Tanto più che le ordinanze e le sentenze emesse dal tribunale saranno esecutive, senza ulteriori formalità, negli altri Stati.
L’accordo entrerà in vigore il 1° gennaio 2014 a seguito della ratifica di 13 Stati membri o il primo giorno del quarto mese successivo al deposito del tredicesimo strumento di ratifica, inclusi i tre Stati con il maggior numero di brevetti. Si completa, così, il sistema messo in atto con il regolamento n. 1257/2012 sull’attuazione di una cooperazione rafforzata nella tutela brevettuale unitaria e con il n. 1260/2012 sul regime di traduzione.
L’accordo sul sistema giurisdizionale prevede l’istituzione di un tribunale di primo grado e di una corte di appello, con competenza esclusiva sulle controversie relative ai brevetti europei e ai brevetti europei con effetto unificato. Il Tribunale ha competenza per le azioni relative alle violazioni dei brevetti o ai ricorsi di accertamento di non violazione, in materia di misure provvisorie e cautelari, nei provvedimenti d’ingiunzione, nelle azioni di revoca, nelle domande riconvenzionali e nelle istanze di compensazione delle licenze. Il ricorrente potrà chiedere il ritiro dei prodotti dai circuiti commerciali così come la distruzione a spese dell’autore della violazione. Le azioni per risarcimento del danno si prescrivono in cinque anni e le misure di revoca avranno effetti da allora. In quanto tribunale comune agli Stati membri, e non quindi organo giurisdizionale dell’Unione, esso sarà soggetto agli stessi obblighi di qualsiasi altro organo giurisdizionale statale. Garantito, così, il primato del diritto dell’Unione e la possibilità di sollevare questioni pregiudiziali alla Corte di giustizia.
L’accordo, che favorisce la procedura elettronica, disciplina le questioni relative ai mezzi di prova, alla nomina di periti, ai casi di inversione dell’onere della prova e alla quantificazione del danno. Le decisioni si applicheranno in tutti gli Stati membri contraenti per i quali il brevetto ha effetto.
L’accordo non trascura la fase precontenziosa. Sarà operativo il Centro di mediazione e di arbitrato per i brevetti che si occuperà anche di redigere un elenco di mediatori e arbitri che potranno assistere le parti nella composizione delle controversie.

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