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Un solo codice digitale per servizi e scadenze

Nome e password, come se si trattasse di Facebook, per accedere a una piattaforma unica da cui pagare le multe, il bollo dell’automobile, iscrivere i figli a scuola o prenotare una visita in ospedale. Si può sintetizzare così ItaliaLogin, il piano del governo e dell’Agenzia per l’Italia Digitale per consentire ai cittadini di gestire in modo rapido e immediato i rapporti con pubbliche amministrazioni e realtà private. 
Dopo l’approvazione del piano per la banda ultra larga si tratta del secondo passo verso la digitalizzazione del Paese. Anzi, le due mosse sono complementari: da una parte ci si prefigge di raggiungere entro il 2020 il 100% della popolazione con una velocità di 30 Megabyte per secondo e tra il 50 e l’85% con i 100 Mbps, andando a coinvolgere così quel 34% che non si è mai connesso. Dall’altra, con il progetto realizzato dal consigliere per l’innovazione del presidente del Consiglio Paolo Barberis, si prova a ripensare il rapporto digitale con enti pubblici e privati all’insegna di semplicità e fruizione dallo smartphone.
La matassa da sbrogliare è consistente: sono più di 240 i siti attivi e facenti capo alla presidenza del Consiglio. Quelli della pubblica amministrazione sono 50 mila e i servizi online della stessa vanno oltre i 100 mila.
Nel quotidiano delle persone e delle imprese si traduce in centinaia di punti di accesso diversi, decine di identità per autenticarsi e modalità di richiesta o presentazione dei documenti differenti in base agli svariati casi. ItaliaLogin proverà ad affrontare il problema partendo dall’identità digitale unica, introdotta nel 2013 dal Governo Letta e ripresa lo scorso dicembre da un decreto dell’Esecutivo Renzi.
Si tratta delle credenziali di accesso personali che i cittadini potranno chiedere dal prossimo giugno alle realtà private abilitate ad agire come autenticatori. Telecom Italia e Poste Italiane stanno facendo i primi test. Una volta ottenute ed entrati in login.Italia.it si avrà accesso alle applicazioni per compiere operazioni come il pagamento delle tasse universitarie o l’abbonamento ai mezzi pubblici con gli stessi gesti con cui apriamo l’app del calendario sul telefonino.
Se poi rischiamo di perdere una scadenza sarà la piattaforma a ricordarcelo con una notifica. Le singole operazioni richiederanno un livello di sicurezza maggiore della sola password. Se ne occuperanno i già citati autenticatori: potrebbe trattarsi della «chiavetta» che usiamo per le operazioni bancarie online o di un codice inviato allo smartphone, ma di fatto si snelliscono pratiche che comportano spesso code, attese e presentazioni di documenti cartacei.
Le prime applicazioni delle pubbliche amministrazioni dovrebbero essere pronte già il prossimo autunno. Nel giro di tre anni saranno al completo. La piattaforma, che l’anno prossimo si fonderà con l’anagrafe unica, non si esaurisce al suo interno: anche altri siti Internet possono facilitare la vita ai loro visitatori, soprattutto se intenzionati a fare acquisti, consentendo l’accesso attraverso il login di Italia.it .

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