Siete qui: Oggi sulla stampa
Oggi sulla stampa

Un salvagente per la classe 1952

di Daniele Cirioli

Arriva il salvagente per la classe 1952. Andranno in pensione con un ritardo di quattro anni anziché sei, come originariamente previsto dalla manovra Monti. In particolare, alle lavoratrici dipendenti del settore privato che entro il 31 dicembre 2012 maturano 20 anni di contributi e 60 anni d'età l'accesso alla pensione è fissato a 64 anni. Stesso salvagente, cioè accesso alla pensione a 64 anni d'età, è previsto per tutti i lavoratori dipendenti (stavolta anche per gli uomini, ma sempre solo per il settore privato) che maturano quota 96 il prossimo anno. A prevederlo è il maxiemendamento del governo che, inoltre, riduce la penalizzazione (dal 2 all'1%) per chi andrà in pensione anticipata prima dei 62 anni (fino a 60 anni).

Penalizzazione soft. Una prima novità riguarda i lavoratori precoci, coloro che hanno iniziato a lavorare giovanissimi e che possono contare di andare in pensione con la vecchia «anzianità solo contributiva» (i fatidici 40 anni) oggi divenuta «pensione anticipata». Con le nuove disposizioni, potranno andare in pensione una volta maturato almeno 42 anni e 1 mese di contributi nel 2012, ovvero 42 anni e 2 mesi nel 2013 e 42 anni e 3 mesi dal 2014 (un anno in meno se donne). In questo caso, inoltre, è previsto che se l'accesso alla pensione avviene ad un'età inferiore a 62 anni, sulla quota di pensione maturata a partire dal 1° gennaio 2012 si applica una riduzione percentuale (una decurtazione) per ogni anno di anticipo rispetto a 62 anni. La manovra originariamente prevedeva la penalizzazione di due punti percentuali per ogni anno di anticipo; il maxiemendamento lascia la stessa misura solo per gli anni di anticipo rispetto ai 60 anni, mentre riduce a un punto percentuale la decurtazione per l'anticipo che avviene a 61 o a 60 anni di età.

Le deroghe per i precari. Seconda novità riguarda il bacino di soggetti «precari» per i quali la manovra lascia inalterate le norme sul pensionamento (a loro, in sostanza, continuano ad applicarsi i requisiti di pensionamento vigenti prima della manovra). Il bacino dei lavoratori interessati passa da 50 mila a 65 mila e inoltre viene esteso il campo di applicazione con lo spostamento al 4 dicembre 2011 (anziché 31 ottobre 2011 come originariamente previsto) della data limite entro cui il lavoratore deve risultare titolare di prestazioni di ammortizzatori sociali.

Le nuove vie d'uscita. Terza novità riguarda la previsione di due nuove vie d'uscite dalla stretta pensionistica. Entrambe interessano soltanto il settore privato e i lavoratori dipendenti (sono, pertanto, esclusi sia i lavoratori autonomi che i dipendenti pubblici); entrambe riducono lo scalone dai sei a quattro anni. La prima via d'uscita interessa i lavoratori, uomini e donne, che sarebbero potuti andare in pensione l'anno prossimo avvalendosi della quota «96», ossia con 36 anni di contributi e un'età di 60 anni oppure con 35 anni di contributi e 61 anni d'età. Le quote sono state abolite dalla manovra Monti con l'introduzione di un'unica possibilità di pensionamento anticipato, ossia con 42 anni e 1 mesi nel 2012 (requisito che sale negli anni); ciò determina un'attesa di 6/7 anni per arrivare al nuovo massimo (42 anni) in alternativa all'accesso alla pensione di vecchiaia. Il maxiemendamento, invece, prevede una terza opzione: il conseguimento della pensione anticipata al compimento di (almeno) 64 anni di età. La seconda via d'uscita interessa solo le lavoratrici, quelle che sarebbero potute andare in pensione il prossimo anno maturando 20 anni di contributi e 60 anni di età (classe 1952) e che, invece, per via della manovra Monti avrebbero dovuto attendere ben sei anni. Il maxiemendamento corregge il tiro consentendo anche a loro di andare in pensione all'età di (almeno) 64 anni.

Print Friendly

Condividi su

Potrebbe interessarti anche
Oggi sulla stampa

ROMA — Un’esigenza comune percorre l’Europa investita dalla seconda ondata del Covid-19. Mai c...

Oggi sulla stampa

Oggi sulla stampa

ROMA — L’Italia è pronta ad alzare le difese, e si allinea con l’Unione europea, nei confront...

Oggi sulla stampa

Oggi sulla stampa

MILANO — Nel giorno in cui il consiglio di Atlantia ha deliberato il percorso per uscire da Aspi, ...

Oggi sulla stampa