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Un redditometro che lievita

Un nuovo redditometro in grado di lievitare come il pane. A partire dalla fase di selezione dei contribuenti la ricostruzione del reddito sintetico potrà infatti via via arricchirsi di nuovi elementi a contenuto induttivo fino a raggiungere l’importo finale accertabile. Tutto dipenderà dal comportamento tenuto dal contribuente nella fase preliminare all’emissione dell’accertamento e dagli elementi che quest’ultimo sarà in grado di fornire a sua giustificazione. È dunque quella di un meccanismo di accertamento a formazione progressiva quello che si ricava dalla lettura della circolare n. 6/E dell’11 marzo scorso grazie alla quale l’Agenzia delle entrate ha adeguato il nuovo redditometro alle prescrizioni richieste dal Garante della Privacy nel parere del 21 novembre scorso (si veda ItaliaOggi di ieri).

Da questo processo di crescita graduale, una vera e propria lievitazione, resteranno tuttavia sempre escluse le spese medie Istat finalizzate alla ricostruzione di voci di spesa non ancorate all’esistenza di beni o servizi.

Per queste voci relative alle spese del vivere quotidiano la «bocciatura» del Garante sembrerebbe averne del tutto compromesso la possibilità di un utilizzo in chiave accertativa. Resta tuttavia salva, si affretta a precisare la circolare n. 6/e la possibilità che, nel rispetto delle prescrizioni del Garante, gli importi di spese di uso corrente (vitto, abbigliamento ecc.) sostenute dal contribuente rientrino in gioco durante il contraddittorio qualora le stesse siano state individuate puntualmente dall’ufficio.

Spese medie Istat che saranno invece utilizzabili per il calcolo del nuovo redditometro se connesse ad elementi certi quali gli immobili o i beni mobili registrati.

Ma torniamo al processo di lievitazione del redditometro.

All’inizio, nella fase della selezione del contribuente, la ricostruzione sintetica del reddito del contribuente potrà essere costituita dalla sommatoria di una serie di elementi quali: la quota di incremento patrimoniale imputabile al periodo d’imposta, la quota di risparmio formatasi nell’anno, l’ammontare delle spese certe e delle spese per elementi certi desumibili dai dati Istat.

Se nel primo contraddittorio, al quale il contribuente viene invitato, riesce a fornire chiarimenti esaustivi in ordine a tali elementi che hanno portato l’ufficio alla sua selezione, la circolare n. 6/e ribadisce quanto già affermato nella precedente circolare n. 24/e del 31 luglio 2013 ovvero: l’attività di controllo «si esaurisce nella prima fase del contraddittorio».

Qualora invece il contribuente non sia in grado di fornire chiarimenti esaustivi in ordine ai citati elementi o, peggio ancora, decida di non presentarsi all’invito dell’ufficio ecco che l’ammontare del reddito accertabile sinteticamente nei suoi confronti potrebbe ulteriormente aumentare per effetto del c.d. fitto figurativo. Quest’ultima componente induttiva di reddito, costituita da un canone locativo simulato basato sui valori OMI su di una superficie convenzionale di 75 metri quadrati, verrà infatti ad aggiungersi all’ammontare del reddito sintetico determinato in fase di selezione nel caso in cui il contribuente non risulti avere nel comune di residenza il possesso di un’abitazione o altro diritto reale su di essa né risulti titolare di contratti di locazione o comodato gratuito.

L’aggiunta del fitto figurativo quale ulteriore componente del reddito sinteticamente accertabile dovrebbe però essere utilizzata dagli uffici sempre con una certa prudenza. Al di là delle prescrizioni sull’uso stesso del Garante della privacy, la circolare n. 6/e ricorda infatti che il fitto figurativo è omnicomprensivo di tutte le altre tipologie di spese connesse al mantenimento dell’immobile, spese per elementi certi comprese.

La mancata partecipazione al contraddittorio preventivo o l’impossibilità per il contribuente di fornire chiarimenti esaustivi in ordine alle spese certe ed alle spese per elementi certi potrebbe dunque far accrescere ulteriormente il reddito accertabile con l’aggiunta del c.d. fitto figurativo. Al di là di questo effetto di lievitazione del nuovo redditometro resta da capire come gli uffici, nel concreto, interpreteranno il concetto di «chiarimenti esaustivi» del contribuente. Da questo snodo cruciale passeranno infatti le sorti dei prossimi 35 mila contribuenti che verranno a breve selezionati come primi utilizzatori del nuovo accertamento redditometrico.

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