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Un nuovo polo per Milano. Così rinasce l’ex area Falck

Quello che una volta era il cuore della Milano industriale, l’area delle acciaierie ex Falck a Sesto San Giovanni, ormai da oltre dieci anni un enorme cantiere a cielo aperto tra la metropoli e l’ex Stalingrado d’Italia, trova nuovi proprietari, una nuova archistar, un nuovo modello di sviluppo ecologico e sostenibile con residenze in affitto a prezzi promessi come «accessibili» e con servizi di qualità. Tutto ciò, in sinergia con la futura (e attesa da anni) Città della Salute, il nuovo polo ospedaliero lombardo che dovrebbe unire il neurologico Besta e l’Istituto dei Tumori.

È la sfida che si sono assunti il gigante Usa dell’immobiliare Hines — che a Milano ha già realizzato il quartiere di Porta Nuova con la sede di Unicredit, poi venduto al fondo sovrano del Qatar, e ora ha appena rilevato la storica Torre Velasca — e il gestore di fondi immobiliari Prelios, con alle spalle il colosso Intesa Sanpaolo, che finanzia gran parte dell’operazione.

Sono proprio Hines e Prelios ad aver rilevato l’area dall’immobiliarista Davide Bizzi, patron della società Milanosesto, di cui erano soci anche il gruppo saudita Fawaz Al Hokair, Sorgente Group (famiglia Mainetti) e Consorzio Cooperative Costruzioni (Ccc). A sua volta Bizzi l’aveva rilevato nel 2010 dalle ceneri del gruppo Risanamento per 405 milioni, sempre con il supporto di Intesa Sanpaolo.

Ora si riparte. Si tratta di far cambiare volto a una superficie enorme, 1,45 milioni di metri quadrati, ovvero il più grande sviluppo immobiliare europeo. Il «master plan» è stato affidato allo studio di architettura Foster + Partners, che ha preso il posto di Renzo Piano, incaricato dai vecchi proprietari. Tutta l’operazione — per concluderla ci vorranno anni — vale circa 4 miliardi di euro. Per ora si parte con 500 milioni, metà capitale di Hines e metà finanziamento da 250 milioni di euro a 7 anni da parte della banca milanese.

Protagonisti del rilancio sono Mario Abbadessa, 35 anni, numero uno di Hines in Italia, Fabrizio Palenzona e Riccardo Serrini, presidente e amministratore delegato di Prelios sgr, i banchieri di Intesa Sanpaolo Mauro Micillo, a capo della divisione Cib, e Raffaello Ruggieri, responsabile del global corporate del gruppo guidato dal ceo Carlo Messina. Proprio i manager di Prelios — con Palenzona in testa — hanno rilevato le quote di Milanosesto spa da Bizzi e dagli altri soci, su richiesta di Hines e in accordo cno Intesa Sanpaolo; toccherà alla nuova compagine azionaria di Milanosesto far partire le bonifiche e le prime edificazioni. Hines è investitore principale e partner strategico di Milanosesto; rileverà attraverso suoi fondi di investimento, insieme con un fondo sovrano del Golfo, il primo lotto in costruzione, che vale 250 mila metri quadrati di nuove costruzioni (il 25% del totale da edificare) apportandoli in veicoli gestiti da Prelios sgr. Avrà la prelazione sui lotti successivi, sempre con Prelios sgr come asset manager. E alla fine dell’operazione Hines potrebbe rilevare le quote di Milanosesto dai soci attuali.

La novità di Milanosesto però non è solo nello schema finanziario e societario ma anche nell’idea del progetto. Innanzitutto ci sarà un grande parco da 500 mila metri quadrati, grande tre volte Parco Sempione di Milano e tanto quanto il londinese Hyde Park. «Ma la vera innovazione è realizzare un progetto che vada contro le disuguaglianze», rivendica Abbadessa, «che colmi un gap di mercato tra domanda e offerta di abitazioni in affitto per anziani, studenti e famiglie giovani, che abbia però anche una sostenibilità economica. Con un progetto su larga scala e a lungo termine e con una banca partner riusciamo e creare un progetto che abbia un mix inter-generazionale accessibile e con la qualità massima. Un progetto come questo in italia non si è mai fatto». I primi abitanti, previsti per il 2025, troveranno una nuova città da 15 mila abitanti, totalmente ecosostenibile. Negli affitti residenziali l’appartamento sarà uno dei tanti servizi che si ricevono (il cosiddetto «multifamily»); si paga un canone per avere la baby sitter, la lavanderia, uno spazio di co-working a piano terra, l’asilo, centri comunitari per anziani autosufficienti, servizi per professionisti e case da affittare per brevi periodi con servizi quasi alberghieri.

«Abbiamo trasformato una ferita della città in una delle più grandi opportunità per ricucire la periferia alla Grande Milano», commenta Luigi Aiello, responsabile corporate e business development di Prelios. Anche perché si tratta di un’area già servita dalla metropolitana e a 17 minuti dal Duomo. Se poi si riuscirà a realizzare la Città della Salute o il nuovo stadio del Milan, di cui si continua a parlare in alternativa a San Siro, l’ex Falck riceverà una ulteriore spinta. E così la Grande Milano.

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