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Un piano italo-tedesco per l’Europa premier politico indicato prima del voto

BERLINO — Parte il dibattito cruciale sulla grande riforma istituzionale dell’Unione europea, per varare a tappe lente ma concordate la marcia graduale verso l’unione politica. Ne hanno parlato, al convegno dello Aspen Institute Italia sull’eurozona tra realtà e aspirazioni svoltosi qui a Berlino, il ministro delle Finanze federale Wolfgang Schaeuble e il titolare italiano dell’Economia e delle Finanze Vittorio Grilli. Delineando una
proposta-piano, quasi una road map, in quattro punti, e lanciando un dibattito sull’evoluzione istituzionale europea e la necessaria maggiore legittimità democratica dell’Unione, che il governo Monti — ha detto al convegno la sottosegretario Marta Dassù — “segue molto da vicino”.
Le idee di Grilli e Schaeuble arrivano in questa ennesima tesa vigilia di riapertura dei mercati. Oggi il premier spagnolo Mariano Rajoy avrà un vertice con i presidenti delle iperindebitate regioni del regno, domani l’agenzia di rating Moody’s dovrebbe dire se ha deciso di declassare o no la Spagna. Il 5, scade un Italy Bond per 1,7 miliardi di dollari. L’8 parte il nuovo fondo salvastati, cioè lo Esm, e si riunisce l’Eurogruppo; l’indomani l’Ecofin. Quindi prima i ministri economici e finanziari dell’eurozona poi quelli dell’intera Ue a 27.
Anche in quelle sedi, si parlerà delle nuove idee di quasi-road map per l’Europa politica, esaminate da Grilli e Schaeuble al convegno Aspen. Serve, hanno concordato i due ministri, una nuova architettura istituzionale della Ue, per andare oltre il difetto originale dell’euro nato come unione monetaria senza unione politica e della Ue cui mancano legittimità democratiche pari a quelle degli Stati nazionali. L’approccio propone passi irreversibili.
Vediamolo. Primo, le principali famiglie di partiti europei (popolari, socialisti/socialdemocratici, e così via) dovrebbero indicare un loro candidato a presidente della Commissione europea prima delle elezioni del Parlamento europeo. Il successore di Barroso sarebbe così un presidente con un’investitura politica e un ruolo politico forti.
Secondo, la Commissione dovrebbe avere un ruolo politico molto forte e dovrebbe diventare più snella con un numero ridotto di commissari alla guida di dicasteri chiave. Terzo, si potrebbe creare accanto alla figura dei commissari “forti” quella dei commissari “‘junior”, con peso minore. Quarto, occorre accelerare l’europeizzazione dei partiti politici, rivedendo in sostanza il ruolo di quelli che oggi sono i gruppi parlamentari all’Europarlamento. La prospettiva è ovviamente una devolution o trasferimento di competenze dai parlamenti nazionali all’Europarlamento, così come dai governi alla futura Commissione. Non è un’idea di Stato federale, ma comunque una forte redistribuzione di ruoli, competenze e poteri tra Ue e nazioni.
In questo quadro rientra anche l’idea attribuita da Die Welt al governo Merkel di costituire in futuro un Bilancio europeo, affidato alla sola sovranità e controllo delle istituzioni Ue. Potrebbe essere finanziato in parte dai proventi della tassa sulle transazioni finanziarie su cui Berlino e Parigi insistono. E in parte da contributi nazionali. Potrebbe servire anche a salvataggi di paesi in difficoltà, ma con la severa condizionalità di rigidi controlli delle autorità europee cui quei paesi dovrebbero sottomettersi. Quasi un commissariamento, light o meno light a seconda della gravità dei casi, anche se nessuno secondo Die Welt ha esplicitamente espresso il concetto di commissariamento.

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