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«Un partner per Polo del Gusto e poi obiettivo quotazione»

Polo del Gusto punta a trovare un partner di minoranza, con obiettivo successivo la quotazione: è questo il piano della newco costituita nel giugno del 2019, in cui il gruppo Illy, cassaforte della famiglia di imprenditori, ha conferito le società Dammann, Domori, Mastrojanni, Agrimontana. A svelare il piano a Il Sole 24 Ore è il presidente Riccardo Illy. «Si tratta di un ritorno alle origini – spiega -. Tutto nasce nel 1933, quando nostro nonno, Francesco Illy, costituì l’industria “caffè e cioccolato illy & hausbrandt”. In tempi non sospetti caffè e cioccolato rappresentavano un binomio già nel cuore dell’attività imprenditoriale di famiglia. Il decennio che seguì, con le vicissitudini legate alla guerra, indusse a proseguire l’attività focalizzandosi sul caffè. Ma pochi decenni dopo anche il tè fece comparsa nel portafoglio dei prodotti di illycaffè. In un periodo in cui il canale bar si stava affermando con maggiore capillarità, si optò per allargare l’offerta anche ad una selezione di tè. Una passione condivisa in famiglia, così come quella per il buon vino. Mio nonno Francesco, pur non producendolo, aveva però un’azienda agricola in Istria». Così nel 2004, con la costituzione della holding famigliare Gruppo Illy, è stato perseguito un obiettivo strategico con un’attenzione alle origini affiancando al caffè anche il tè, cioccolato, vino e frutta conservata. Nel 2019 è stata poi costituita la Polo del Gusto che affianca la illycaffè, realtà indipendenti, ma sempre riconducibili alla famiglia.

Ora si apre la ricerca di un socio di minoranza: è stato affidato un mandato all’advisor finanziario Mediobanca e agli avvocati di Chiomenti. Era già arrivata spontaneamente una trentina di manifestazioni d’interesse e oggi l’obiettivo è arrivare alla scelta del partner entro l’estate: «Ci siamo affidati come advisor a Mediobanca – conferma Riccardo Illy -. Si ipotizza un’iniezione di liquidità di 50-100 milioni, per una quota tra il 20% e il 40%, da parte del nuovo socio, che potrebbe essere un ibrido tra industriale e finanziario. L’orizzonte per il partner è di circa 10 anni ed è finalizzato a realizzare nuove acquisizioni, fra cui la maggioranza di Agrimontana, società già in parte detenuta, più altre aziende entro il 2023 nel mondo di biscotti e caramelle. Per i target guarderemo a Italia, Regno Unito e Francia con aziende da 10-20 milioni di fatturato. In questa ottica abbiamo già scelto il nuovo ad di Polo del Gusto che sarà Andrea Macchione, attuale guida di Domori». Con il partner la famiglia Illy guarderà alla quotazione in Borsa nel medio periodo: «Per lo sbarco in Borsa pensiamo che sia possibile la quotazione delle diverse società operative, per le quali abbiamo ambiziosi piani di crescita: ad esempio studieremo l’Ipo per Domori, possibile a Londra, e per Dammann, che in quanto marchio francese potrebbe approdare alla Borsa di Parigi. In pole position per quotazione a Milano c’è anche Mastrojanni, dopo la realizzazione di una acquisizione nel barolo che è già allo studio. Come seconda opzione potremmo invece guardare alla quotazione della holding Polo del Gusto» dice Riccardo Illy. Il valore totale del gruppo, alla luce delle valutazioni ed escluso l’aumento di capitale, è di 150 milioni. L’azienda è stata, per ora, resiliente agli effetti negativi della pandemia: «Il fatturato complessivo, che era di 89 milioni nel 2019, ha subìto una discesa contenuta a 75 milioni nel 2020: Domori con un calo del 5% a circa 18,5 milioni, Mastroianni ha archiviato un -10%, Dammann -15% sostenuto però da una forte crescita dell’ecommerce, Agrimontana ha avuto la riduzione più netta: -20%, in quanto non c’è stata possibilità di sostituire il canale horeca. Oggi guardiamo al 2021 con moderato ottimismo» spiega Riccardo Illy.

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