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Un modello per lo spesometro

Un modello per il nuovo spesometro. Un frontespizio con il riepilogo delle operazioni da consegnare al contribuente come ricevuta con il riepilogo delle operazioni, da parte dell’intermediario, della trasmissione effettuata verso l’Agenzia delle entrate. Lo spesometro 2012, che prenderà avvio nel 2013, cambia dunque pelle.

Non sarà più solo un flusso informatico di dati ma avrà anche una propria fisionomia. È questa una delle novità sull’avvio del nuovo spesometro, emersa nell’incontro tra Agenzia delle entrate e operatori in vista dell’adozione, entro l’estate, del provvedimento sull’adempimento rivisto dall’ultimo decreto fiscale 16/2012 (si veda l’anticipazione di ItaliaOggi del 31/3/2012).

Nell’incontro è stato poi confermato l’indirizzo di non prevedere per gli invii Business to business (B2B) alcuna soglia limite mentre per il Business to consumer(B2C) dovrebbe essere mantenuta la soglia dei 3.600. Il nodo da sciogliere, al momento, resta quello se accogliere o meno la richiesta delle associazioni di categoria, per mantenere, anche con il nuovo spesometro, gli esoneri in vigore.

Si tratta in particolare delle fatture riepilogative che vengono inviate quando gli importi sono inferiori ai 300 euro. In quel caso infatti non si potrebbe incrociare il dato del codice fiscale della persona verso cui vien fatta la fattura perchè finisce nell’elenco dei riepilogativi. Affine a questo problema è quello per le registrazioni dei commercianti al minuto. Durante l’incontro, i tecnici di via Cristoforo Colombo hanno registrato le richieste dei rappresentanti di categoria, senza però sciogliere alcun tipo di riserva. E hanno assicurato che è intenzione dell’Agenzia uscire con un provvedimento in tempi brevi perchè, anche se i dati saranno inviati nel 2013, la raccolta dovrà essere fatta in questi mesi e quindi diventa importante per le imprese sapere cosa registrare e i comportamenti da adottare.

Una conferma però arriva, sempre per il campo esoneri: restano in vigore tutti quelli richiamati dalla circolare 24/2011.

Tornando alle comunicazioni dunque per il nuovo spesometro, queste ultime saranno suddivise in base al criterio delle operazioni non fatturabili e di quelle fatturabili.

Per le prime (quelle che prevedono lo scontrino fiscale) si procederà all’invio, all’Agenzia delle entrate, dei dati come corrispettivi quando il pagamento supererà una soglia che sarà quella attuale dei 3.600 euro, mentre le seconde i contribuenti invieranno le informazioni annualmente e senza limiti.

È stato il dl 16/2012 a modificare la comunicazione telematica delle operazioni Iva di importo non inferiore a 3 mila euro. La nuova formulazione della disposizione prevede che le operazioni soggette ad obbligo di fatturazione dovranno essere comunicate non analiticamente, ma per l’ammontare complessivo (annuo) riferito a ciascuna controparte. Un ritorno all’elenco clienti e fornitori, per cui non assume più rilevanza l’importo della singola operazione, non essendo previsto, in tale ambito, alcun limite.

Le operazioni senza obbligo di fattura devono essere comunicate se di importo non inferiore a 3.600 euro comprensivi dell’Iva. Dunque il discrimine è la sussistenza o meno dell’obbligo di emissione della fattura.

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