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Un miliardo per salvare Termini Imerese

di Paolo Griseri

 

ROMA – Oltre un miliardo di investimenti, il raddoppio dell´occupazione (fino a 3.000 posti) e il recupero di un sito produttivo che Marchionne aveva giudicato non redditizio. Quella che ieri sera il ministro dello Sviluppo Paolo Romani ha definito «una straordinaria case history italiana», è la conclusione di due anni di lavoro, da quando l´ad del Lingotto aveva annunciato che a fine 2011 si sarebbe chiusa l´attività produttiva nel sito siciliano In realtà uscendo dall´incontro di ieri sera al ministero i vertici dei sindacati confederali invitavano alla prudenza pur apprezzando il lavoro svolto.
L´accordo, che verrà firmato domani a Palermo dai vertici delle istituzioni nazionali e locali, prevede un consistente investimento per riqualificare l´area produttiva oggi occupata dalla Fiat. 100 milioni arriveranno dal ministero, altri 350 dalla Regione Sicilia divisi in due tranches: 200 per la riqualificazione vera e propria e 150 per le infrastrutture. A questi 450 milioni di denaro pubblico si dovrebbero sommare almeno 600 milioni di investimenti che arriveranno dalle sette società private selezionate dal ministero per realizzare i loro progetti nell´area. Si tratta di due società nel settore automotive e cinque che operano in altri settori. L´auto verrà realizzata da Gian Mario Rossignolo con la De Tomaso che dovrebbe produrre auto di lusso così come avverrà nei prossimi mesi a Torino e Livorno. Il secondo produttore di auto sarebbe invece il finanziere siciliano Simone Cimino che ha presentato un progetto per realizzare, insieme all´indiana ReVa, auto a energia solare. I cinque progetti non automobilistici vanno dalle serre fotovoltaiche del gruppo Cicolella (fiori recisi e piante da vaso) agli studios della Einstein multimedia, dalle protesi mediche della Lima alla produzione di energia dalle biomasse della Biogen, fino alla logistica della Newcoop. L´ottavo progetto, quello della molisana Dr che per ora assemblea in Italia auto cinesi del gruppo Chery, è stato presentato troppo tardi: «Per ora – ha detto il ministro – Dr rimane in panchina».
I vertici di Cgil, Cisl e Uil hanno apprezzato il lavoro del ministero ma si sono mostrati prudenti: «Ora passiamo ai fatti», ha detto Pirani della Uil. Sbarra della Cisl ha chiesto «garanzie per i lavoratori dopo la fine della produzione alla Fiat». Per la Cgil Scudiere ha sospeso il giudizio: «Attendiamo che gli imprenditori ci illustrino i progetti». Sulle prospettive del gruppo Fiat è intervenuto ieri Eugenio Scalfari, in occasione della presentazione del libro di Marco Panara "La malattia dell´Occidente": «La scommessa di Marchionne – ha detto Scalfari – è tutta da verificare. C´è aria di presa in giro».

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