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Un miliardo in più per la manovra

Caccia ad 1 miliardo nelle pieghe della legge di Stabilità per tentare l’intesa con il Parlamento. Lunga riunione nella giornata di ieri a Palazzo Chigi tra il presidente del Consiglio Matteo Renzi, il ministro dell’Economia Pier Carlo Padoan e il suo staff. Quasi due ore di lavoro durante le quali sono stati posti sul tavolo quattro pacchetti di temi, oggetto della maggior parte delle richieste di modifica, da parte della maggioranza parlamentare ma che vedono anche alcune convergenze delle opposizioni. Su tutti il governo ha espresso la disponibilità ad intervenire, ma naturalmente a saldi invariati: dunque i costi dovranno essere coperti con risparmi all’interno della manovra.
Il primo tema caldo è l’inserimento del Tfr in busta-paga: esclusa almeno per il momento la neutralità fiscale per le somme anticipate in busta-paga (la Commissione Bilancio ha bocciato un emendamento in tal senso per carenza di coperture, mentre in un altro emendamento di Sel rispunta la web tax) si lavora a ridurre l’aumento di tassazione per i fondi pensione (fino al 20 per cento) e per i rendimenti del Tfr (fino al 17 per cento). Nel pacchetto anche la disponibilità a rivedere i tagli ai patronati, che hanno sollevato le proteste dei sindacati.
Risolvere la questione costerebbe circa 400 milioni.
Il secondo pacchetto di «attenzione» è quello del lavoro: in primo piano le risorse per i nuovi ammortizzatori sociali previsti dal jobs act. L’idea è quella di trovare in “Stabilità” più risorse degli 1,5 miliardi previsti per il 2015 e dunque la necessità di ulteriori interventi. Sotto esame anche le modifiche, proposte in Parlamento dal Pd, ai criteri che consento l’accesso agli sconti contributivi per le assunzioni triennali: il punto è che potranno beneficiarne solo le aziende che non hanno licenziato recentemente.
L’altra questione riguarda il bonus bebè da 80 euro : il reddito familiare per beneficiarne è di 90 mila euro Isee una cifra che riguarderebbe circa il 95 per cento delle famiglie. La proposta del Pd è di scendere a 70 mila, ridurre la platea e destinare le risorse a famiglie in stato di povertà. Infine gli enti locali: la partita con i Comuni è ancora aperta. In particolare l’obiettivo è quello di introdurre, se ci si farà in tempo, la local tax nella legge di Stabilità, tornado ad imporre target generalizzati sui saldi, eliminando le griglie del Patto di stabilità interno e lasciando ai Comuni autonomia impositiva e di bilancio totale.
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