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“In un mese le prime offerte per Alitalia”

I tre commissari che hanno tra le mani il destino di Alitalia vogliono bruciare le tappe. Ieri per la prima volta hanno spiegato quali saranno le prossime mosse e i meccanismi che regoleranno la caccia al compratore. Bando per le manifestazioni di interesse entro il 17 maggio, un mese per le offerte non vincolanti e a ottobre la trattativa definitiva, advisor scelti nei prossimi giorni, piano industriale entro luglio. Allo stesso tempo sindacati e amministratori hanno iniziato un percorso che dovrebbe portare al nuovo contratto di lavoro dei dipendenti entro un mese. Una decisione che dovrà essere «condivisa» dalle parti ma che sarà a condizioni meno favorevoli rispetto a oggi. L’alternativa, hanno spiegato i commissari con molta chiarezza durante l’incontro con i sindacati, sarà una dolorosa “soluzione unilaterale”. Nei piani non c’è al momento alcun ridimensionamento della flotta, delle rotte, o una riduzione del personale ma la consapevolezza che occorra ricreare un clima costruttivo in azienda dopo lo shock delle ultime settimane. E questo per non dar modo ai concorrenti di attendere il disfacimento della compagnia prima di prenderne possesso a prezzi di realizzo.
Il nuovo corso di Alitalia inizierà alla fine della prossima settimana, quando verrà completato il bando che aprirà la porta alle manifestazioni di interesse di eventuali acquirenti. A metà giugno verrà aperta la data room, ovvero gli offerenti potranno accedere a tutte le informazioni finanziarie sensibili. Se usciranno allo scoperto uno o più soggetti interessati si procederà a passo veloce verso la vendita vera e propria passando dalla fase delle offerte non vincolanti (a luglio) fino a quella delle proposte vincolanti (in ottobre).
I tempi, dunque, sono strettissimi: i 600 milioni di prestito ponte statale – 220 dei quali già in cassa – serviranno a mantenere in volo la compagnia, per permettere la continuità aziendale, ovvero il fulcro dell’amministrazione controllata che si rifà in parte alla normativa statunitense in materia di fallimenti, il cosiddetto “Chapter 11”. Nei primi otto giorni dal loro insediamento Enrico Laghi, Stefano Paleari e Luigi Gubitosi, sono entrati nella carne viva di Alitalia e, con l’aiuto di un advisor che verrà nominato tra poche ore, guarderanno agli asset dell’azienda, ai debiti, ai contratti in perdita – qualcuno dice “capestro” tra leasing, carburante e polizze di copertura sulle variazioni di prezzo del cherosene, senza dimenticare il costo del lavoro. Se occorrerà e ci saranno i presupposti legali, i tre amministratori non escludono il ricorso ad “azioni di rivalsa” sul management che nel corso di questi anni ha gestito in malo modo una compagnia già fallita 9 anni fa. Una strada chiesta a gran voce dal Movimento 5Stelle, consumatori del Codacons e dall’Associazione nazionale piloti. Resta in alto mare la questione dei possibili acquirenti. «Non abbiamo ancora parlato con nessuno», ha spiegato Gubitosi, «l’obiettivo dell’amministrazione straordinaria – ha aggiunto – è quello di un rilancio industriale con uno o più potenziali partner per individuare la migliore soluzione possibile». Quindi, «non esiste un partner ideale e per questo motivo il bando sarà ad ampio spettro: non diciamo oggi come deve essere questo partner ma vogliamo avere qualcuno con cui confrontarci. Solo successivamente vedremo quale sarà la soluzione migliore». Infine, contestualmente alla procedura di gara, i commissari predisporranno entro luglio un nuovo piano industriale.

Lucio Cillis

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