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Un mercato che potrebbe cambiare con le griffe che diventano produttori

Se le griffe si fanno gli occhiali in casa, tutto il comparto dell’occhialeria è destinato a cambiare. Certo ci vorrà del tempo, ma l’esempio Kering-Safilo potrebbe essere seguito per ragioni diverse da chi punta all’esclusività come Chanel, o da chi come Lvmh e Richemont avendo un vasto portafoglio marchi potrebbe mettere a fattor comune le sinergie di scala di questo accessorio. Ma non è nemmeno escluso che Burberry, che ha già seguito questa strada con i profumi, possa fare lo stesso con gli occhiali per tenere alte le prospettive di crescita. Insomma ci vorranno 4-5 anni, ma tutto è destinato a cambiare: secondo gli esperti le licenze dovrebbero accorciarsi, le royalties dei marchi buoni sono destinate a salire e il valore dei marchi di occhiali è destinato ad aumentare. Luxottica realizza il 75% dei suoi ricavi con Ray Ban e Oakley mentre Safilo solo il 25% con Carrera, Polaroid e Smith (ma punta a far crescere il contributo dei suoi marchi al 40%). Con i 90 milioni che incasserà da Gucci, Safilo si troverà nel 2015 ad azzerare i debiti: a fronte di 150 milioni di convertendo al 2019. E così il gruppo di Padova potrebbe scommettere su se stesso, ricomprando azioni, oppure rilevare nuovi marchi o nuovi produttori. Anche perché aziende come Allison, De Rigo o Marcolin avranno bisogno di concentrarsi o specializzarsi per sopravvivere. E così in settimana, mentre Kepler Cheuvreux (da hold a reduce con target da 16 a 14 euro) e Intermonte (underperform con target a 14

euro) tagliavano la raccomandazione su Safilo, in vista di nuove fusioni e acquisizioni, MainFirst alzava il giudizio a outperform con un obiettivo di 15 euro. «L’industria dell’occhialeria ha buone prospettive di crescita perché è ancora molto giovane, dato che è nata negli anni ottanta – spiega Andrea Tessitore, amministratore delegato di Italia Independet- inoltre se credo che il trend di Gucci-Safilo verrà replicato da altri e che le griffe cambieranno modello su questo tipo di accessori, è importante precisare che in Europa, che è uno dei mercati più forti del lusso, gli occhiali sopra i 200 euro sono meno del 10% del totale delle montature vendute. Per questo riteniamo di avere ottime prospettive di crescita, vogliamo diventare la Swatch degli occhiali». E la collezione 2015 che promette nuovi materiali oltre il velluto, insieme alla collaborazione con Adidas che ora la società di Lapo Elkann sta per allargare a un marchio che fa capo a un colosso francese del lusso, portano gli esperti di Imi a valutare il titolo quotato all’Aim itinerante fino a 46 euro.

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