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Un maxi decreto da 5 miliardi per salvare le imprese

Si rafforza il quarto decreto anti-Covid per far fronte all’emergenza economica e per indennizzare i settori più colpiti dal nuovo lockdown selettivo: entrano anche le imprese medio-piccole con fatturato sopra i 5 milioni portando la platea a 300-350 mila aziende e la dote del provvedimento toccherà i 5 miliardi. «Gli indennizzi arriveranno entro metà novembre, e saranno superiori alla volta scorsa», ha annunciato ieri il ministro dell’Economia Roberto Gualtieri al Tg1.
Il provvedimento, che potrebbe essere varato già stasera o domani mattina, sarà comunque in Gazzetta Ufficiale, come ha assicurato ieri il premier Conte, entro la giornata di domani. La somma è in crescita e arriverà a circa 5 miliardi: oltre agli indennizzi, agli aiuti per gli affitti commerciali e alla cancellazione della seconda rata Imu del 16 dicembre per le categorie coinvolte nella chiusura, entrano in un unico decreto anche la proroga della cassa integrazione (1,5 miliardi), l’una tantum per gli stagionali del turismo, dello spettacolo e dello sport e l’erogazione di una quarta mensilità di reddito di emergenza (arriva fino a 720 euro per una famiglia di 4 persone in condizioni particolarmente disagiate), previsti anche interventi per filiera agro-alimentare colpita dalle restrizioni per bar e ristoranti.
La novità, dopo una una interminabile riunione tecnica, è il rafforzamento degli indennizzi per i settori che incappano nel nuovo lockdown selettivo: riceveranno il ristoro anche le imprese che hanno un fatturato sopra i 5 milioni (mentre l’analoga misura dell’estate scorsa non andava oltre questo tetto), resta invece il requisito della perdita dei ricavi rispetto allo scorso anno. Tutto arriverà, entro metà novembre, con un bonifico sul conto corrente delle imprese interessate attraverso l’Agenzia delle entrate (l’altra volta fu fissato un minimo di mille euro per i singoli e 2 mila per le società); per coloro che hanno già ricevuto la sovvenzione nei mesi scorsi non sarà necessario fare domanda. Anche per il credito d’imposta del 60 per cento sugli affitti commerciali, prorogato per ottobre e novembre, il tetto del fatturato per beneficiare dell’aiuto supererà i 5 milioni e potrà essere ceduto al proprietario e anticipato con uno «sconto sul canone».
La crisi economica e le nuove misure fanno emergere il disagio delle categorie coinvolte, malessere emerge da Confindustria, commercianti, albergatori e tanti altri. I sindacati, con una dichiarazione dei tre leader, Landini, Furlan e Bombardieri, chiedono un immediato confronto con il governo. La Federcalcio ha chiesto in una lettera a Conte di inserire il calcio tra i settori a rischio: la Serie A denuncia 600 milioni di perdite dall’inizio del lockdown, nessuna delle tre leghe professionistiche ha liquidità, la chiusura totale degli stadi leva altro ossigeno. La Federcalcio chiede dunque un ristoro e interventi indiretti per rinviare i pagamenti e suggerisce di riaprire alle pubblicità del betting.
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