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Un legalmente stabilito doc

Una nuova definizione della nozione di «legalmente stabilito»: si ritiene legalmente stabilito in uno Stato membro il cittadino che abbia tutti i requisiti per l’esercizio di una professione e non sia oggetto di alcun divieto, neppure temporaneo, all’esercizio della stessa. È una delle novità di interesse per gli studi legali contenute nella legge europea 3 maggio 2019 n. 37 recante «Disposizioni per l’adempimento degli obblighi derivanti dall’appartenenza dell’Italia all’Unione europea», pubblicata in Gazzetta Ufficiale in data 11 maggio e in vigore dal 26 maggio 2019. Altro importante intervento è quello contenuto nell’art. 5 che introduce una modifica all’art. 113-bis Codice dei contratti pubblici, decreto legislativo n. 50/2016, relativo al termine di pagamento negli appalti, stabilito in 90 giorni: la nuova norma prevede che i pagamenti relativi agli acconti del corrispettivo di appalto siano effettuati nel termine di 30 giorni, decorrenti dall’adozione di ogni stato di avanzamento dei lavori. Fatta eccezione in cui sia espressamente concordato nel contratto un diverso termine, comunque, non superiore a sessanta giorni e «purché ciò sia oggettivamente giustificato dalla natura particolare del contratto o da talune sue caratteristiche».Importante novità anche in tema di diritto d’autore. L’art. 15 stabilisce infatti che sono liberi gli atti di riproduzione, comunicazione al pubblico, messa a disposizione del pubblico, distribuzione e prestito di opere o altro materiale, protetti dalla normativa sul diritto d’autore e sui diritti ad esso connessi a favore delle persone non vedenti, con disabilità visive o con altre difficoltà nella lettura di testi stampati. L’entrata in vigore della nuova legge coincide peraltro con l’entrata in vigore, avvenuta nell’aprile 2019, della Direttiva sul diritto d’autore nel mercato unico digitale n. 790/2019 che ha l’obiettivo di armonizzare il quadro normativo comunitario del diritto d’autore, nell’ambito delle tecnologie digitali e in particolare di Internet. Le proposte, contenute nella direttiva europea, includono, tra l’altro (articoli 11 e 13) la possibilità per gli editori di chiedere il pagamento per l’uso di brevi testi, pubblicati in siti web, a scopo di lucro. Ciò al fine di prevenire la pubblicazione, non autorizzata, di contenuti protetti da copyright, in violazione delle norme sul diritto d’autore. Tuttavia, sia le licenze che le eccezioni sono stabilite su base nazionale e quindi la normativa europea di presenta inevitabilmente frammentata, con ciò vanificando proprio l’obiettivo della direttiva stessa. Insomma, la regolamentazione del settore rimane molto complessa e frastagliata, pur riconoscendo nelle modifiche della legge europea 2018 un indubbio passo avanti da un punto tecnico e giuridico.

Ilaria Li Vigni

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