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Un Fondo per tagliare le tasse

di Mario Sensini

ROMA — Magari non fino al 2014, «ma per la riduzione delle tasse bisognerà aspettare ancora un po'» dice il presidente del Consiglio, Mario Monti. Nella bozza del decreto legge di semplificazione fiscale, esaminato ieri dal preconsiglio a Palazzo Chigi, c'è un articoletto che prefigura l'uso della lotta all'evasione per concedere sgravi fiscali, anche una tantum, sui redditi bassi, ma non è chiaro se alla fine entrerà nel testo.
L'articolo 15 della bozza del decreto prevede che «le maggiori entrate derivanti negli anni 2012 e 2013» dalle misure di contrasto all'evasione, «accertate sulla base dei risultati conseguiti da un'apposita relazione del ministro dell'Economia da presentare al Parlamento entro il mese di febbraio dell'anno successivo, sono riassegnate al Fondo» di Palazzo Chigi «per essere destinate a misure anche non strutturali» di sostegno alle «fasce di reddito più basse, con particolare riferimento all'incremento delle detrazioni fiscali per i familiari a carico». Il tutto a partire dal 2014, sembra di capire. E sempreché vengano rispettati gli obiettivi di deficit, alla riduzione del quale queste stesse risorse sono destinate in via prioritaria.
Se così fosse, sarebbe una manna dal cielo, visto che nel bilancio 2012 e 2013 il governo, per prudenza, non ha previsto un euro di gettito dalle nuove misure di contrasto all'evasione. Quanto sarebbe recuperato, oltre una decina di miliardi se il trend resta questo, potrebbe andare interamente alla riduzione delle tasse. L'obiettivo di ridurre quelle attuali a tre aliquote, 20, 30 e 40% dovrebbe essere confermato, ma lo stesso Monti, ieri a Bruxelles, ha usato molta prudenza, spiegando che le misure per stornare i frutti della lotta all'evasione ai contribuenti potrebbero slittare. «Venerdì – ha detto – potremmo intanto istituire un fondo nel quale far confluire i ricavi della lotta all'evasione in attesa di verificare la loro entità e di stabilire di conseguenza la loro destinazione». «Il pareggio di bilancio può essere fatto con varie combinazioni di entrate e uscite: ci riserviamo di esaminare la possibilità di venire incontro alle legittime aspettative dei contribuenti onesti entro il 2013» ha detto Monti, raffreddando l'ipotesi di un accordo con la Svizzera sulla tassazione dei capitali, perché «potrebbe apparire come un condono».
Il decreto che arriverà venerdì sul tavolo del Consiglio dei ministri, che punta «a un sistema fiscale più semplice e taxpayer friendly (amico del contribuente, ndr)», ha detto Monti, contiene alcune norme di semplificazione degli obblighi fiscali, una nuova stretta contro l'evasione, ma anche misure per ammorbidire la riscossione dei tributi ed alcune norme a sé stanti, come la sospensione della tesoreria unica per gli enti locali e una nuova stretta sui giochi (con una dotazione di 100 mila euro agli ispettori dei Monopoli per giocare e scovare le slot machines fasulle).
Nel decreto ci saranno i chiarimenti sull'applicazione dell'Imu, che assorbirà l'Ici, e potrebbe arrivare anche lo stop alle esenzioni finora godute dalla Chiesa, dai partiti politici, dai sindacati e dalle onlus. «Non so ancora se nel decreto di venerdì ci sarà l'Ici. In ogni caso la decisione del governo è in dirittura d'arrivo. Chiediamo scusa se ci prendiamo i nostri tempi di riflessione» ha detto Monti.
 

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