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Un fondo per start up innovative

Non solo sconti fiscali. Per favorire la nascita di aziende innovative il Governo pensa a un fondo specifico, che dovrà sostenere il «piano nazionale per lo sviluppo di ecosistemi locali favorevoli alle start up». Il fondo, la cui dotazione andrà stabilita con un successivo decreto ministeriale, servirà a cofinanziare «progetti immediatamente cantierabili per favorire la nascita e l’insediamento di start up innovative» e sarà «alimentato con trasferimenti da parte delle amministrazioni centrali, regionali e locali, e aperto a contributi di privati». I progetti saranno selezionati mediante bandi e, tra i vari criteri di selezione, rientrerà la valorizzazione «attraverso l’innovazione della specificità locale» e l’attrazione di «persone e capitali dall’estero».
Perché il fondo decolli davvero, ovviamente, sarà però importante individuare le risorse disponibili. Un discorso che si può estendere a diverse altre misure della bozza del decreto sviluppo bis anticipata ieri dal Sole 24 Ore. Costano, e il Tesoro valuta, gli sconti fiscali (si vedano le schede a fianco) che costituiscono parte del rapporto sulle start up che Passera presenterà oggi in un incontro organizzato dall’incubatore H-Farm. Il menu sulle start up include anche l’avvio di portali online per la raccolta di capitali di rischio ed esenzione totale, ai fini fiscali e contributivi, per la remunerazione concessa «ad amministratori, dipendenti o collaboratori continuativi con azioni, quote, strumenti finanziari partecipativi o diritti emessi dalla start up innovativa e dall’incubatore certificato».
La bozza, inoltre, prevede l’estensione dell’utilizzo del Fondo italiano di investimento alle start up innovative e l’entrata in campo dello Stato, con una dotazione di 50 milioni, «in Sgr finalizzate a gestire fondi comuni di investimento mobiliare di tipo chiuso riservati a investitori qualificati che perseguano l’obiettivo del rafforzamento patrimoniale» delle aziende innovative. Iva per cassa elevata fino a 5 milioni di fatturato. Discorso aperto per il contratto tipico di lavoro che lo Sviluppo vorrebbe introdurre nei primi 48 mesi delle start up con massima flessibilità sui contratti a tempo determinato (continua il confronto con il ministero del Lavoro).
Infrastrutture
Il decreto sviluppo dovrebbe approdare al Consiglio dei ministri della prossima settimana (non è all’ordine del giorno della riunione di domani ed appare difficile un suo arrivo “fuori sacco”). Nella bozza spicca il credito di imposta per le nuove infrastrutture. Sull’introduzione della misura nel decreto ci sarebbe già un consenso di massima tra Infrastrutture ed Economia, che avrebbero così individuato una soluzione di “compromesso” rispetto al più oneroso azzeramento dell’Iva che era stato proposto ad agosto dal viceministro alle Infrastrutture Mario Ciaccia.
Valutazioni potrebbero però esserci sull’entità del bonus che scatterebbe a valere su Ires e Irap. Le Infrastrutture propongono un limite massimo del 50% per nuove opere, «di importo superiore ai 500 milioni, mediante l’utilizzazione dei contratti di partenariato pubblico-privato». Confermate anche le misure sulle assicurazioni (si veda scheda accanto), il Desk Italia e il pacchetto di semplificazioni per le Pmi, in materia di privacy, sicurezza del lavoro, cooperative, pesca, documentazione doganale telematica.
Agenda digitale
Numerosi i compiti dell’Agenzia per il digitale, a partire dall’aggiudicazione degli «appalti pubblici innovativi». Il Governo potrà stipulare accordi con Bei, Cassa depositi e prestiti e altri investitori istituzionali per ripartire il rischio in grandi progetti di ricerca. Nel corposo pacchetto per l’Italia digitale figurano 150 milioni per il 2013 per il completamento del piano nazionale banda larga (non sono risorse nuove, ma mobilitate all’interno del bilancio dello Sviluppo) e una regolamentazione per favorire scavi per la posa di fibra ottica. Confermato lo slittamento al 2014 dell’obbligo per esercenti e professionisti di consentire pagamenti con bancomat (si veda «Il Sole-24 Ore» di ieri). Sarà «progressivo» il piano di unificazione della carta d’identità elettronica con la tessera sanitaria. Detassati i ricavi delle medie imprese che avviano servizi di e-commerce per i mercati esteri.

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