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Un fisico guiderà Ferrari: Benedetto Vigna è l’amministratore delegato

Dai chip alle supercar. Dal prossimo primo settembre, Ferrari avrà un nuovo amministratore delegato. E non è un car guy, cioè un manager dell’automotive ma è un uomo della tecnologia. Si chiama Benedetto Vigna e proviene da STMicroelectronics dove attualmente è responsabile della divisione che si occupa dei cosiddetti Mems (Microelectromechanical Systems) e dei sensori. Si tratta di nanodispositvi che integrano nanomeccanica con elettronica digitale di controllo. Questi device, sotto forma per esempio di accelerometri o di giroscopi sono nel cuore degli smartphone (Vigna ha inventato il sensore triassale di iPhone), tablet e tanti oggetti dell’internet delle cose. Sono anche gli occhi e le orecchie digitali di sistemi salvavita come l’Abs delle auto, gli airbag o i sempre più diffusi sistemi Adas per la guida assistita.

Vigna è un top manager che si occupa di queste tecnologie di frontiera che rappresentano il più grande e remunerativo business del colosso franco italiano dei semiconduttori.

L’arrivo in Ferrari di un “pilota” proveniente dal mondo della tecnologia la dice lunga sulla svolta che la casa del Cavallino intraprenderà. J, ha così commentato la nomina:

«Siamo felici di dare il benvenuto a Benedetto Vigna come nostro nuovo amministratore delegato – ha dichiarato John Elkann, presidente di Ferrari -. La sua profonda conoscenza delle tecnologie che guidano gran parte del cambiamento della nostra industria, le sue comprovate capacità di innovazione, l’approccio imprenditoriale e la sua leadership rafforzeranno ulteriormente Ferrari scrivendo nuovi capitoli della nostra storia irripetibile di passione e performance nell’era entusiasmante che ci attende».

Ovviamente non si deve pensare a fughe in avanti come la guida autonoma: una Ferrari che guida da sola non ha senso, al contrario di quella elettrica che, confermata più volte, appartiene a un inevitabile (e drammatico) percorso evolutivo guidato da normative ferree sulle emissioni di gas climalteranti.

Di certo in una Ferrari, per la quale sono state ipotizzate anche delle potenziali nozze con Armani nell’ottica della realizzazione di uno straordinario polo del lusso tutto italiano, idea tuttavia respinta da Exor, la notizia dell’arrivo di una amministratore delegato, un fisico per di più, dà proprio la misura di quando la casa del Cavallino voglia puntare sull’innovazione sia sul fronte delle vetture di produzione sia ovviamente sulla Formula Uno, dove c’è bisogno di tornare ai vertici e c’è molto lavoro da fare.

L’arrivo di Vigna, che subentra Louis Carey Camilleri dimessosi a dicembre, è un evidente cambio di passo in una casa che negli ultimi anni ha comunque fatto molta innovazione di prodotto (ha lanciato modelli a raffica anche durante la pandemia), ma nell’industria automotive attuale se si vuole mantenere la leadership, anche quella culturale, occorre governare la tecnologia digitale.

Dal prossimo settembre Benedetto Vigna, che ha accolto l’incarico come «un onore straordinario e con entusiasmo per le grandi opportunità che potremo cogliere» sarà ai nastri di partenza e nella sua agenda ci sono inevitabilmente l’imminente baby Ferrari ibrida V6 (vettura che aprirà un nuovo corso nella competizione con Porsche) e il suv, noto finora come Purosangue, che dovrebbe riaccendere, sulle ruote alte, la sfida con Lamborghini

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