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Un fisco più telematico

Come anticipato dal direttore dell’Agenzia delle entrate, Rossella Orlandi, «il nostro paese si appresta a cambiare il rapporto tra fisco e contribuente», lo stesso presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, nel suo primo discorso al paese, ha dichiarato che bisogna «riconoscere a tutti i cittadini i diritti fondamentali e pari dignità sociale»; ci si deve adeguare «alle possibilità offerte dalle nuove tecnologie e alla sensibilità dei cittadini, che chiedono partecipazione, trasparenza, semplicità degli adempimenti, coerenza nelle decisioni». Anche sulla base di queste premesse, l’attività degl’intermediari può essere considerata un servizio di pubblica utilità. La legge di Stabilità (art. 1, commi 634 e 635) prevede che l’amministrazione fiscale debba semplificare gli adempimenti, anche al fine di favorire l’emersione della base imponibile, mettendo a «disposizione del contribuente ovvero del suo intermediario» gli elementi per assolvere al meglio tutti gli adempimenti fiscali. La stessa legge di Stabilità ha introdotto il ravvedimento operoso lungo, come strumento di moral suasion e di maggiore dialogo tra contribuente ed amministrazione. In tal senso, si potrebbe pensare che sia veramente iniziato un nuovo percorso riformatore. Nei prossimi giorni si potrà avere riscontro del banco di prova delle certificazioni uniche che alimenteranno le dichiarazioni (quasi) precompilate e la nuova Isee. Pur riconoscendo il notevole impegno svolto dall’Agenzia delle entrate, si rimane disorientati nell’apprendere, per mezzo di un comunicato stampa, della proroga, senza sanzione, dell’invio delle sole certificazioni uniche relative ai percipienti che non possono accedere alla dichiarazione pre compilata, modello 730. Allo stesso tempo, con la Risoluzione n. 13 del 10 febbraio scorso, sono stati comunicati i codici di versamento in scadenza il successivo 16 febbraio, «al fine di favorire la trasparenza e semplificare le operazioni poste in essere dai sostituti d’imposta a decorrere dal 1° gennaio 2015». Le modalità adottate ed i tempi stretti esistenti tra la comunicazione e gli adempimenti non sono certo d’aiuto al cittadino. Inoltre, per il fiscalista, abituato ad essere esigente ed anche intransigente, per la tutela del proprio assistito e per la propria professionalità, diventa veramente difficile riuscire a ottemperare saggiamente, senza aggravi di tempo e di costi alla semplificazione della prossima certificazione unica. Come riportato dal comunicato stampa del Garante per la protezione dei dati personali, dello scorso 19 febbraio, i sostituti d’imposta, i Caf e gli intermediari abilitati dovranno trasmettere all’Agenzia delle entrate un elenco dei contribuenti dei quali hanno ottenuto delega per scaricare e acquisire la dichiarazione (quasi) compilata. A tutela della privacy dell’assistito si dovrà indicare, oltre al codice fiscale, anche i dati del reddito complessivo e dell’importo a debito o a credito risultante dal modello dell’anno precedente, il numero e la data della delega ricevuta ed annotata sul registro cronologico, la tipologia e il numero del documento d’identità del contribuente. Inoltre, con riferimento alla normativa generale sulla privacy, occorrerà nominare anche eventuali altri responsabili dello studio e dare, all’Agenzia delle entrate che vigilerà sull’operato degli intermediari, le opportune risposte a mezzo Pec e nei termini di quarantotto ore. Ci si domanda allora: visto che trattasi di attività similari e certamente non più complesse rispetto alla compilazione del Modello Unico, non è forse possibile operare come avviene per il cassetto fiscale ed il cassetto previdenziale? Agli stessi operatori del settore è stato chiesto già da tempo il possesso della Pec (Posta elettronica certificata) e della Cns (Carta nazionale dei servizi) per una migliore tracciabilità delle attività svolte. È da tener presente che gli uffici dell’audit esterni dell’Agenzia delle entrate già provvedono alle giuste e doverose verifiche sugli intermediari. Oggi i professionisti per scaricare, prelevare e archiviare le varie ricevute telematiche utilizzano diversi software che, sulla base delle credenziali di accesso e grazie all’ambiente Entratel, permettono di gestire il tutto in maniera quasi automatica, con il controllo diretto dell’intermediario autorizzato e la possibilità di comunicare, acquisire documenti e rilasciare ricevute, nel pieno rispetto della privacy. Domani, viceversa, tutti gli accessi saranno preceduti dalla digitazione di un codice di sicurezza, i cosiddetti «captcha» (completely automatic public turing test to tell computer and humans apart) in modo da evitare l’utilizzo di robot per l’accesso ai servizi offerti dall’Agenzia delle entrate. L’attenzione e la sicurezza torna ad essere fondamentale per la qualità dei dati a cui si avrà accesso: occorrerà verificare non solo la parte generale del modello, ma anche tutto ciò che concerne le banche dati messe a disposizione dall’Agenzia delle entrate, quali, ad esempio, le spese di ristrutturazione, i bonus su mobili, il risparmio energetico, i contributi previdenziali, le assicurazioni e gli interessi passivi su mutui. Resterà da completare l’inserimento per gli altri oneri deducibili e/o detraibili, quali ad esempio le spese mediche, le spese veterinarie, le liberalità, le spese funebri ect. Quanto evidenziato, come già anticipato dal direttore dell’Agenzia delle entrate, per questo primo anno permetterà solo circa il 15% di modelli confermati direttamente. Ciò potrà apparire sicuramente una vera semplificazione in un prossimo futuro, quando la gran parte delle dichiarazioni precompilate potranno essere confermate grazie ad una migliore e più completa implementazione delle banche dati disponibili. Resta evidente e molto probabile che non si potrà mai arrivare alla totalità delle dichiarazioni precompilate, come accettate e confermate dalla maggior parte degli italiani. Tuttavia, il notevole aggravio economico che si riversa sugli intermediari, anche per il maggior costo delle assicurazioni di responsabilità civile, lascia dubbiosi sul fatto che ciò non possa avere ripercussioni negative sull’aggravarsi della fiscalità indiretta e per i maggiori adempimenti richiesti dalla semplificazione. Anche per l’Isee e la Dsu si richiede un maggior impegno nel raccogliere dati aggiuntivi da inserire e, non ostante questo, il servizio è rimasto gratuito. Come già affermato dal presidente della Repubblica, è il paese a richiedere una maggiore semplificazione e sono gli stessi cittadini a richiedere di sostenere minori costi per gli adempimenti fiscali e per la fiscalità diretta, non solo per il proprio giusto diritto, ma per l’immagine di un fisco equo e trasparente.

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