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Un Fisco più dematerializzato

Dichiarazioni fiscali dematerializzate. Con il fisco che compila la dichiarazione e il contribuente parte attiva per verificare a monte i dati in possesso dell’amministrazione che finiranno nel modello dichiarativo. No, non è fantascienza o almeno non lo è secondo le prospettive future degli adempimenti dichiarativi disegnate da Ernesto Maria Ruffini, direttore dell’Agenzia delle entrate, ieri, alla camera, durante un’audizione davanti la commissione semplificazione, presieduta da Bruno Tabacci.

Per Ruffini, dunque, in un futuro vicino, il mix di acquisizione dei dati analitici, da parte dell’Agenzia, ed evoluzione tecnologica, consentirà di intraprendere un percorso di dematerializzazione dei modelli di dichiarazione.

«Immagino», sottolinea Ruffini, «un sistema dove il contribuente, persona fisica o impresa, colloqui attraverso il web con il fisco per verificare ed eventualmente integrare o modificare in modo semplice le informazioni elementari utili ai fini dichiarativi.

Una volta completata questa fase di verifica dei dati elementari dovrà essere», questo l’impegno di Ruffini, «il fisco a compilare la dichiarazione, senza necessità che sia il contribuente a dover applicare la regola fiscale e a dover individuare il campo della dichiarazione dove riportare il dato».

Il salto nel buio è descritto a margine di una disamina dell’esperienza della dichiarazione precompilata. Su questa esperienza Ruffini prende tempo dicendo che dovrà essere valutata in un arco temporale pluriennale che «consenta un graduale completamento del progetto da parte dell’Agenzia e una evoluzione culturale e comportamentale dei contribuenti che porti a colloquiare direttamente con il fisco senza timore di sbagliare». In quest’ottica la precompilata 2018 si arricchirà dei dati relativi agli oneri (erogazioni liberali, spese per le attività sportive dei ragazzi e quelle relative all’istruzione). Su questo ampliamento il direttore delle Entrate mette le mani avanti osservando che: «Occorre tener presente che l’inclusione nella precompilata delle informazioni relative a tutti gli oneri implica alcune criticità quali l’estrema numerosità delle detrazioni e delle deduzioni». Il fisco infine continua sulla via della compliance e annuncia per il 2017 di superare i 600 mila invii di lettere di alert per i contribuenti sulle cui dichiarazioni sono stati riscontrati errori.

Cristina Bartelli

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