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Un decreto dopo le Europee Cantone controllerà gli appalti

Il Guardasigilli Andrea Orlando annuncia che, nel «pacchetto giustizia», ci sarà il via libera della maggioranza sul nuovo reato di autoriciclaggio e sul ripristino del falso in bilancio mentre la riforma della prescrizione nei processi è una partita ancora tutta da giocare. Ma il primo provvedimento del governo sarà il decreto legge per conferire più poteri al commissario anticorruzione Raffaele Cantone che, dopo le vicende giudiziarie, deve vigilare anche sull’Expo. 
Spiega Orlando: «In tema di criminalità economica e criminalità organizzata, che sono ambiti sempre più difficilmente distinguibili, ci vuole una regia unitaria del governo. Un tavolo unico per delimitare un quadro di riferimento complessivo per il falso in bilancio e l’autoriciclaggio. Ma bisogna anche avviare una riflessione, che magari non sarà contemporanea al primo provvedimento, sui tempi del processo. Va affrontato una volta per tutte il nodo della prescrizione: è inutile girarci intorno, continuando a ragionare sulla pena massima edittale finalizzata ad evitarla, quando il punto è riorganizzare il sistema dei tempi del processo, anche sulla base del lavoro svolto da varie commissioni ministeriali».
Sulla tabella di marcia del governo, Orlando mostra dunque una cifra da manutentore: di uno che, forse, «vorrebbe passare alla storia più per aver fatto ripartire la macchina piuttosto che per essere un grande riformatore dei codici». E così — anche davanti allo scandalo Expo e alle legittime richieste del dottor Raffaele Cantone (Anticorruzione) nominato da Renzi commissario anti tangenti per l’Esposizione universale 2015 — il ministro resta con i piedi ben ancorati a terra.
Ci sarà infatti, a breve, ma difficilmente prima delle elezioni, un mini decreto legge, che consentirà a Cantone di operare in ambito Expo con più uomini e mezzi nonostante la squadra incompleta (mancano ancora gli altri 4 componenti dell’Autorità) e con più poteri. È scontato, però, che nel decreto non ci sia alcun riferimento al potere di revoca degli appalti sul quale lo stesso premier ha detto che bisogna andarci con i piedi di piombo («Va verificato dal punto di vista amministrativo»). Mentre in chiave di prevenzione, Cantone otterrà più poteri per l’accesso preventivo alle informazioni: sul piano del coordinamento, precisa il ministro Alfano, «dobbiamo mettere in squadra prefettura, forze dell’ordine e Anticorruzione».
Sul resto i tempi saranno più lunghi. Sul reato di autoriciclaggio, che dopo anni di discussioni punirà chi reinveste denaro frutto di altri delitti, il governo aveva già scelto la linea dura con il ddl Orlando che, però, è fermo da quasi un mese a Palazzo Chigi. Ora l’articolo 2 del testo (reclusione da 3 a 8 anni) potrebbe essere stralciato e veicolato come emendamento al testo base anticorruzione del Senato (relatore Nicola D’Ascola del Ncd), che è più soft perché prevede che scatti l’autoriciclaggio solo in presenza di un danno alla concorrenza e ai mercati. Ma su questa ipotesi Orlando è cauto: «Bisogna fare un po’ di ordine non solo tra governo e Senato, ma anche tra Senato e Camera dove c’è l’emendamento Causi al testo sul rientro dei capitali».
Sul falso in bilancio da ripristinare invece il ministro Orlando giudica «molto importante l’apertura del Ncd»: «Senza fughe in avanti, sta maturando un quadro politico in cui ci sono le condizioni per un intervento organico». E qui il governo potrebbe intervenire sul testo del Senato per alzare la pena per falso in bilancio (attualmente prevista da 1 a 4 anni, sotto la soglia per far scattare custodia cautelare e intercettazioni).
Il passo più difficile è ridare ossigeno ai tempi del processo per evitare che, tra impugnazioni e ritardi, una marea di dibattimenti finiscano con la prescrizione. Ma in questo caso il governo rischia di perdere il treno della riforma della giustizia promessa da Renzi per giugno: «La riforma della prescrizione è tutta rimessa alla verifica delle condizioni politiche e a un punto di equilibrio tecnico. Questo, oggettivamente, è il passo più delicato e va gestito con cautela perché incide su enne processi. Non solo su quelli di Berlusconi…».

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