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Un comitato di esperti per la rete Telecom

Non sfugge a nessuno la sequenza degli eventi e, dunque, il connotato politico dell’annuncio: il premier Enrico Letta fino ad oggi non era mai entrato, nella sostanza, sulla spinosa questione rete Telecom. Nemmeno nei giorni caldi dell’operazione degli spagnoli. Ora, improvvisamente, vuole vederci chiaro. Nasce così il comitato di esperti affidato al coordinamento di Mr. Agenda digitale, Francesco Caio, che dovrà valutare se siamo di fronte a una «banda larga» o a una «banda stretta». Gli altri due esperti sono Gerard Pogorel, professore emerito dell’Università ParisTech di Parigi e componente di Telecom Italia Open Access, e Scott Marcus, ex advisor della Fcc, il regolatore americano. L’obiettivo è redigere un rapporto entro fine anno che dica qual è lo stato della rete e quali sono gli investimenti necessari. Come ha specificato Letta, «senza sconti» e che «qualunque proprietario della rete dovrà raggiungere». La radiografia, dunque, dovrà essere fatta sull’intero sistema infrastrutturale di telecomunicazioni in Italia. Ma visto il peso specifico di Telecom è evidentemente che il gruppo guidato da Marco Patuano sarà il sorvegliato speciale. Caio aveva già presentato al governo un rapporto sullo stato della rete nel 2009. Già allora risultava malata di «osteoporosi» e già allora si parlava di «aprire il capitale alle altre società». Passati 4 anni siamo al punto di partenza.
La decisione di Letta è stata presa nell’ambito delle iniziative per l’attuazione dell’Agenda digitale e si colloca proprio alla luce degli impegni presi nel Consiglio europeo di fine ottobre durante il quale è stata ribadita la volontà degli Stati di investire nelle nuove tecnologie digitali come strumento di crescita, di promozione della Pubblica amministrazione online e di accelerazione della costruzione di reti in banda larga ultraveloce. La preoccupazione del premier è evidente: implementata l’Agenda digitale non vorrebbe poi trovarsi di fronte a un collo di bottiglia infrastrutturale che causerebbe il mancato raggiungimento dei risultati degli obiettivi 2020 al fotofinish . Sarebbe una beffa clamorosa. Al netto di questo è probabile che voglia anche premunirsi politicamente sulle promesse di Cesar Alierta, numero uno di Telefonica, e Patuano che ieri si è detto pronto ad «offrire la massima collaborazione». Aggiungendo: «Non abbiamo mai detto di non voler discutere con Cdp». Anche se il piano di scorporo, necessario preambolo della discussione, è stato abbandonato dallo stesso consiglio di amministrazione di Telecom. Visti i tempi stretti l’obiettivo di Letta si baserà sulla triangolazione tra i due esperti, l’Agcom, il ministero dello Sviluppo Economico e la Fondazione Bordoni, e, chiaramente, gli operatori telefonici che dovranno aprire i loro libri sulla rete. Sperando che non siano, in alcuni casi, dei cahiers de doléances .

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