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Un codice contro gli squilli spot

di Rosario Imperiali e Riccardo Imperiali

«Mi sono iscritto al "registro pubblico delle opposizioni", ma continuo a ricevere telefonate promozionali. Che cosa posso fare?» In effetti la situazione segnalata dal lettore è ricorrente e il malcontento legittimo: proviamo a fare un po' di chiarezza.

Ricordiamo che questo registro consente l'iscrizione gratuita agli abbonati presenti negli elenchi telefonici pubblici (Pagine bianche e Pagine gialle) che non desiderano ricevere telefonate pubblicitarie (sistema cosiddetto "opt-out"). Sul sito del Garante (www.garanteprivacy.it) si ricavano tutte le informazioni pratiche sui cinque modi per iscriversi e rifutare così preventivamente le telefonate commerciali.

Si noti, comunque, che qualora un abbonato abbia chiesto a una determinata azienda di non essere più disturbato, anche se non si è iscritto al registro, quell'azienda dovrà rispettare la sua volontà. Tuttavia il sistema, in generale, sembra non decollare pur se il registro è stato istituito oltre un anno fa. Da qui le frequenti lamentele. Di certo, il Garante dovrà studiare forme più celeri di intervento per moralizzare o sanzionare le aziende che effettuano telemarketing non rispettando le regole.

Quanto alle società che vogliono utilizzare gli elenchi telefonici e categorici per fare telemarketing devono stipulare un contratto di accesso al registro (che dà una sorta di "credito prepagato") e confrontare gli elenchi telefonici con il registro delle opposizioni, in modo da eliminare le numerazioni degli abbonati che si "oppongono" alle promozioni. Inoltre, queste società hanno l'obbligo di rendere identificabile sul display dell'abbonato il numero da cui si effettua la telefonata.

Ci sono poi casi particolari. Ad esempio, l'abbonato che ha precedentemente concesso il proprio consenso a ricevere sollecitazioni commerciali a una determinata azienda, pur essendosi poi iscritto nel registro, potrà continuare a essere contattato, salvo revocare il consenso precedentemente dato. Per quanto riguarda le numerazioni presenti in pubblici registri, elenchi, atti o documenti conoscibili da chiunque (ad esempio gli albi professionali) esse potranno essere utilizzate solo se le telefonate promozionali risultino direttamente funzionali all'attività svolta dall'interessato e sempre che questi non si sia opposto o se il telemarketing sia previsto dalla normativa di riferimento.

E se le telefonate continuano? L'abbonato potrà rivolgersi all'autorità giudiziaria ordinaria o al Garante per la protezione dei dati personali. Si rammenta che al Garante sono state attribuite funzioni di vigilanza sia sul registro delle opposizioni sia sul rispetto da parte delle aziende a non utilizzare i numeri di coloro che si sono iscritti. Qualora si scegliesse questa strada, per facilitare l'attività dell'Autorità e consentirle di aprire un'istruttoria nei confronti della società che ha effettuato la chiamata, nonostante l'iscrizione nel registro, è opportuno che vengano fornite tutte le informazioni utili.

Tra queste, il cosiddetto "codice utenza" rilasciato al momento dell'iscrizione nel registro, il numero dell'utenza su cui si è stati chiamati l'intestatario. Inoltre, il giorno e l'ora della chiamata, il nome della società che ha chiamato e l'indicazione sulla visibilità del numero. L'azienda che contatti ugualmente un abbonato che ha esercitato il suo diritto di opposizione iscrivendosi nel registro, rischia una sanzione che va da 10mila a 120mila euro.
 

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