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Un caso la proposta di Letta sui patrimoni Draghi: «Non è l’ora di prendere i soldi»

«Non ne abbiamo mai parlato, non l’abbiamo mai guardata ma non è il momento di prendere i soldi ai cittadini, ma di darli. L’economia è ancora in recessione». Mario Draghi reagisce così all’idea lanciata da Enrico Letta in un’intervista a Sette. Proposta che vede tutto il centrodestra schierato contro. A Massimo Gramellini, che gli chiedeva su che cosa cederebbe a Matteo Salvini, aveva risposto così: «Per la dote ai diciottenni sarei disposto a venire a patti anche sulla legge elettorale. Il mio sogno è trattenere i ragazzi in Italia. Il problema del nostro Paese è che non fa più figli. Ci vuole una dote per i giovani, finanziata con una parte dei proventi della tassa di successione, e un accesso ai mutui-abitazione».

L’idea di Letta è di intervenire sulle donazioni e sulle eredità superiori ai 5 milioni di euro, recuperando 2,8 miliardi che sarebbero distribuiti, con quote da 10 mila euro alla metà dei diciottenni italiani (280 mila euro all’anno), sulla base del reddito (Isee). La tassa di successione arriverebbe al 20 per cento. Letta fa notare come all’estero la percentuale sia molto superiore all’attuale 4% italiano: 30% in Germania e 45% in Francia.

Dopo il no di Draghi, Letta affida al vice Giuseppe Provenzano una risposta netta: «Presidente Draghi, la tassa di successione c’è nei Paesi più avanzati, la propone il Fmi. Tassare l’1% più ricco, che eredita milioni di euro o li riceve in dono, non è chiedere: è restituire. Con giustizia». Perplessità nell’area di Base Riformista: «Non siamo stati consultati». Tra i critici nel Pd c’è Andrea Marcucci: «Non è questo il periodo per aumentare le imposte, seppur a fin di bene». Duro il renziano Davide Faraone: «È una proposta fuori dal mondo». Tace il Movimento 5 Stelle.

Il centrodestra è lesto nell’usare il refrain «la sinistra vuole mettere le mani nelle tasche degli italiani. Lo dice per Forza Italia Roberto Occhiuto: «Fintanto che al governo ci saremo noi, Letta si scordi qualsiasi irricevibile aumento di tasse». Anche Matteo Salvini pare euforico nel poter rispolverare il tema della sinistra che tassa: «Oggi il premier ha fermato Letta come un grande libero, alla Baresi. Sono allucinato da questa proposta. Quel genio di Letta lancia la tassa di successione, ma l’Italia non è Parigi,dove era abituato a cambiare champagne, le tasse se le tiene lui». Più sobria Giorgia Meloni, che coglie l’occasione per lanciare una proposta che pare un riavvicinamento al governo: «Bene Draghi. Meno tasse e burocrazia, più libertà d’impresa: questo serve all’Italia per rialzarsi e se il governo seguirà questa strada troverà il sostegno di FdI».

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