Siete qui: Oggi sulla stampa
Oggi sulla stampa

Un bando svuota il tribunale di Milano

Esiste una azienda privata che, producendo commesse tarate su 730 «operai», vi faccia fronte invece con 221 lavoratori in meno? O una holding che, con servizi affidati in teoria a 379 operatori, li continui ad assicurare con 102 dipendenti in meno? Nel settore privato certamente no, perché qualunque siffatta impresa sarebbe già fallita. 
Eppure nell’amministrazione della giustizia è esattamente quello che sta per accadere al Tribunale e alla Procura di Milano proprio alla vigilia di Expo 2015, adesso che le graduatorie dell’«interpello» bandìto in estate dal ministero della Giustizia anticipano lo spopolamento del cruciale personale amministrativo (cancellieri, assistenti, segretari, operatori) dai vari uffici del palazzo di giustizia milanese. Al punto che i dirigenti di due di essi, il presidente del Tribunale Livia Pomodoro e il procuratore della Repubblica Edmondo Bruti Liberati, scrivono al Csm e al ministero della Giustizia una lettera nella quale mettono nero su bianco l’impensabilità di assicurare il funzionamento dei propri uffici quando Expo 2015 calamiterà sul palazzo di giustizia un’impennata di affari penali e civili legati all’afflusso di milioni di visitatori.
Molti uffici, come almeno un’altra quarantina di sedi italiane, a Milano erano già in sofferenza, con vuoti nei teorici organici oscillanti dal 17,5% della Corte d’Appello al 22% della Procura, dal 18% dei Giudici di pace al 25% del Tribunale. Ma questa crisi cronica ora sta per lievitare a livelli insostenibili dopo gli esiti dell’«interpello», cioè del bando con il quale il ministero mesi fa ha pubblicato un elenco di posti dove in Italia il personale amministrativo interessato può chiedere di essere trasferito. A causa del costo della vita a Milano rapportato ai bassi stipendi di questo pubblico impiego, è cominciata l’ovvia corsa a trasferirsi al Sud, provenienza di molti, o a spostarsi dalla metropoli quantomeno in qualche provincia del Nord più abbordabile. Ma i flussi in entrata non compensano gli esodi, anzi. E così le graduatorie dell’«interpello» raggelano Milano. Il Tribunale, al quale mancavano già 185 persone, ne accoglierà 15 in entrata, ma ne perderà altre 51 in uscita, svettando a quota 221 vuoti in cancelleria, a cui aggiungere la carenza di 38 magistrati. La Procura, che partiva da meno 85, paga con 4 soli impiegati in più le altre 21 uscite, e dunque raggiunge 102 posti vacanti. La Corte d’Appello, alla quale mancavano 40 cancellieri, alla fine dell’interpello ne vede mancare 64. E soltanto un appassionato di statistiche di pallacanestro apprezzerebbe la «doppia cifra» nelle statistiche dei vuoti d’organico di tutti gli uffici giudiziari: meno 38% la Procura dei minorenni, meno 32% il Tribunale, meno 30% la Procura generale e il Tribunale di sorveglianza, meno 28% la Corte d’Appello e la Procura. Cifre ancora più alte nella quotidianità per il sommarsi di ferie e maternità, nonché di fisiologiche assenze per malattie o permessi attorno al 4%.

Print Friendly

Condividi su

Potrebbe interessarti anche
Oggi sulla stampa

Pasticcio di golden power alla parmigiana. La Consob ha sospeso, dal 22 gennaio e per massimi 15 gio...

Oggi sulla stampa

Oggi sulla stampa

Il progetto di integrazione di Stellantis prosegue a marcia spedita. Dopo la maxi cedola di 2,9 mili...

Oggi sulla stampa

Oggi sulla stampa

Entra nel vivo la stagione dei conti societari a Wall Street con la pubblicazione, tra oggi e domani...

Oggi sulla stampa