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Un avvio cauto per la mediazione

di Gabriele Ventura 

La conciliazione obbligatoria entra nel vivo. A dieci giorni dalla partenza, le 67 camere di commercio iscritte al registro degli organismi del ministero della giustizia hanno ricevuto 267 domande di mediazione e più di due mila contatti per informazioni. Sono i dati raccolti da Unioncamere, che ha fornito una prima ricognizione sulla fase di start up del nuovo strumento di risoluzione delle liti, entrato in vigore il 21 marzo scorso (dlgs n. 28/2010). «Un avvio moderato», commenta Tiziana Pompei, dirigente dell'area regolazione del mercato, tutela della concorrenza e innovazione di Unioncamere.

La ricerca di informazioni fa la parte del leone. Sono stati infatti 2.058 i contatti ricevuti dalle Camere di commercio, con imprese e avvocati che hanno letteralmente intasato i centralini per richieste di chiarimenti che vanno dagli adempimenti della mediazione, alla tipologia dei conflitti sottoposti alla nuova normativa. Un altro dato riguarda la partecipazione degli avvocati a questa prima fase della partita. Che, a dispetto delle attese dovute alla dura protesta della categoria contro la conciliazione obbligatoria, è stata rilevante. Sulle 267 domande di mediazione ricevute, la metà sono state infatti presentate da legali. «È un segnale della disponibilità della professione rispetto alla mediazione», afferma Pompei. Quanto alle materie, al top diritti reali e successioni. «Delle oltre 250 domande ricevute, però», afferma il dirigente di Unioncamere, «alcune rientrano nella mediazione obbligatoria, altre in quella facoltativa. Riguardo alla richiesta di informazioni, invece, le domande riguardano soprattutto gli adempimenti, le condizioni di procedibilità e così via. Detto questo, la maggior parte delle Camere offre siti Internet attrezzati. Noi, come Unioncamere, abbiamo pubblicato on line un vademecum con il modello della domanda, la modulistica e info rilevanti». La Camera di commercio di Agrigento (si veda tabella) ha ricevuto 60 domande di mediazione, Napoli 23, Milano 17, Ascoli Piceno 15 (volontarie), Ferrara e Pordenone 12. Su quasi 200 organismi di conciliazione iscritti al registro di via Arenula, le Camere di commercio sono circa un terzo, con 64 avamposti. In più, altre 25 Camere sono in attesa del via libera per essere inserite nel registro del ministero. Nei giorni scorsi si sono aggiunti al registro del ministero un'altra decina di organismi, arrivando a quota 199. Per quanto riguarda gli ordini, le new entry sono l'organismo di mediazione del Foro di Treviso e quello del Consiglio dell'ordine degli avvocati di Palermo.

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