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Un anno di record per Amazon

Il 2018 è stato l’anno dei record per Amazon, il gruppo americano fondato da Jeff Bezos: più di 200 miliardi di dollari di fatturato, oltre 10 miliardi di dollari di utili. E a settembre, per la prima volta, il colosso dell’e-commerce ha superato per la prima volta la soglia di mille miliardi di dollari di capitalizzazione.

Dunque, l’anno scorso Amazon ha accumulato una serie di primati. Oltre al superamento della soglia di mille miliardi di capitalizzazione, il gruppo ha registrato utili per 3 miliardi di dollari soltanto nel quarto trimestre. Complessivamente, in tutto l’anno scorso le vendite hanno superato i 200 miliardi di dollari, in crescita del 31%, secondo le cifre riportate da Le Figaro.

Inoltre, il gruppo di Jeff Bezos ha raggiunto utili record per 10,1 miliardi di dollari, triplicato rispetto al 2017.

Inoltre, il gigante del commercio online è diventato anche un colosso del cloud. Aws, la sua sussidiaria nei servizi informatici dematerializzati, contribuisce ora per l’11% al suo fatturato e per quasi il 60% all’utile operativo di Amazon. Se la concorrenza in questo settore si intensifica con l’aumento di nuovi protagonisti, Amazon consolida la sua posizione di leader mondiale, davanti a Google e Microsoft. Nel corso dell’anno, il business del cloud è cresciuto del 47% con vendite per 25,6 miliardi di dollari.

Nella pubblicità online Amazon continua a farsi strada. Nel 2018 le entrate sono raddoppiate rispetto al 2017 per raggiungere 10,1 miliardi di dollari. Niente che può mettere in discussione la dominazione del duopolio Facebook e Google, ma la sua crescita è rapida e i suoi atout sono importanti. Amazon sta diventando molto attrattivo per i marchi che iniziano ad allocare un budget a partner specializzati in prestazioni per meglio presentare i propri prodotti ai clienti del colosso statunitense del commercio online. Secondo eMarketer, ripreso da Le Figaro, la quota di mercato nelle spesa pubblicitaria online potrà crescere del 7% dal 2020, contro il 4% attuale. Amazon dispone di una quantità importante di dati molto precisi sulle abitudini di consumo grazie alle sue piattaforme di e-commerce, ma anche grazie alla propria assistente vocale Alexa, sulla quale Amazon scommette molto. Al salone dell’elettronica di Las Vegas, il mese scorso, Amazon ha fatto sapere di avere già integrato Alexa in più di cento milioni di oggetti connessi. Il numero di ricercatori che lavorano su Alexa è più che raddoppiato l’anno scorso e l’altoparlante connesso Echo Dot è stato il prodotto più venduto di Amazon, secondo quanto ha dichiarato Jeff Bezos a Le Figaro.

Grazie alla presenza forte su questi mercati ultradinamici, e importanti margini, Amazon può continuare a fare buoni risultati sulla propria attività commerciale che cresce meno veloce rispetto al passato. Secondo numerosi analisti la crescita del 19,7% messa a segno nell’ultimo trimestre sia la più debole da tre ani a questa parte, secondo quanto ha riportato Le Figaro. Probabilmente risente della pressione più forte dei concorrenti come Walmart.

Inoltre, quello del 2018 è anche il primo esercizio completo che integra i negozi dell’insegna Whole Foods Market, da quando è stata acquistata per 13,7 miliardi di dollari nel 2017. Sul mercato nordamericano, il più importante per Amazon in termini di guadagni, le vendite sono cresciute del 33% per arrivare a 141,3 miliardi di dollari, secondo quanto ha riportato Le Figaro. Per l’inizio del 2019 Amazon prevede che la crescita rallenterà ulteriormente per effetto, da un lato, dell’aumento dei costi di trasporto negli Usa, e dall’altro dell’andamento del mercato indiano, strategico per Amazon, reso più complicato da un inasprimento delle regole per l’e-commerce in vigore dal 1° febbraio che penalizza le società di vendita online con capitali stranieri. Infine, nel 2019 Amazon investirà di più in centri dati e nel personale con il rischio, secondo alcuni investitori, di ripercussioni sugli utili. E Bezos continuerà la corsa nello spazio con la sua Blue Origin.

Simonetta Scarane

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