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Un anno in più alla Spagna sul deficit

Nel tentativo di rasserenare un clima peggiorato negli ultimi giorni, l’Europa discuteva ieri sera di dare alla Spagna un anno in più per ridurre il proprio deficit. Nel contempo, l’Eurogruppo, riunito a Bruxelles fino a notte fonda, ha indicato il banchiere lussemburghese Yves Mersch quale nuovo membro del comitato esecutivo della Banca centrale europea. Jean-Claude Juncker invece appariva sul punto di strappare un nuovo mandato alla guida dei ministri finanziari della zona euro.
Numerosi diplomatici si aspettavano ieri sera che i ministri delle Finanze dell’Unione concedano oggi su proposta della Commissione un anno in più al Governo Rajoy per ridurre il proprio disavanzo sotto al 3,0% del prodotto interno lordo. Secondo nuove stime il deficit spagnolo sarà del 6,3% nel 2012, del 4,5% nel 2013 e del 2,8% del Pil nel 2014. Nel frattempo, la Spagna sta trattando con i suoi partner europei un pacchetto di aiuti finanziari per ricapitalizzare le proprie banche.
Il rendimento obbligazionario a 10 anni è tornato sopra al 7%, un livello che molti economisti considerano insostenibile. Se la Spagna riuscirà a strappare un anno in più per risanare le finanze pubbliche è perché la sua economia sta subendo una drammatica recessione, con una disoccupazione oltre il 20%. Il Governo Rajoy si appresta a presentare una Finanziaria su due anni (2013-2014), una delle condizioni poste dalla Commissione per allentare gli obiettivi di bilancio.
Proprio la Spagna è stato oggetto di una lunga discussione nella riunione dell’Eurogruppo ieri sera qui a Bruxelles, durante la quale Madrid ha presentato la strategia di risanamento dei conti pubblici. Il Paese ha chiesto aiuto ai suoi partner il 25 giugno, e sta ora negoziando un protocollo d’intesa che gestirà le ricapitalizzazioni bancarie. «Il processo è necessariamente lento – spiegava ieri un diplomatico europeo -. Bisogna identificare le necessità finanziarie banca per banca. Per di più bisogna anche evitare di creare distorsioni al mercato».
Molti a Bruxelles si aspettano una nuova riunione dell’Eurogruppo il 20 luglio per completare il memorandum d’intesa prima della pausa estiva. La partita negoziale è complicata dal fatto che la Spagna è pronta ad accettare misure bancarie (per esempio un aumento dei fondi propri), ma non vuole sottoporsi a condizioni macroeconomiche, mentre le autorità comunitarie vogliono anche profonde modifiche strutturali al sistema finanziario spagnolo.
Ieri sera i ministri delle Finanze hanno indicato il 62enne Mersch al comitato esecutivo della Bce, al posto dello spagnolo José Manuel González-Páramo, che ha terminato il suo mandato alla fine di maggio. La nomina, che deve essere fatta propria dall’Ecofin, era attesa da tempo e giunge dopo settimane di tira-e-molla. Con questa scelta, per la prima volta dal 1998 la Spagna perde un proprio rappresentante nel board. La nomina di Mersch serve politicamente a compensare una presenza nella Bce ritenuta troppo meridionale.
Risolto il nodo Bce, i ministri devono anche risolvere la questione del futuro presidente dell’Eurogruppo. Molti diplomatici si aspettano un nuovo mandato a Juncker, magari accorciato, con l’impegno poi di una staffetta franco-tedesca, tra i ministri Wolfgang Schäuble e Pierre Moscovici. L’obiettivo è doppio. Da un lato, c’è il desiderio di dare al cancelliere Angela Merkel una nomina che le permetta di compiacere i partiti che la sostengono in Parlamento, e dall’altro c’è il tentativo di rafforzare in questo modo la presidenza dell’Eurogruppo.
La scelta di dare a Juncker comunque un nuovo mandato, anche se accorciato, sarebbe dettata dalla difficoltà per la Francia di accettare fin da subito la presenza di un tedesco alla guida del consesso dei ministri finanziari della zona euro. Il presidente François Hollande deve ancora far ratificare il fiscal compact dal Parlamento francese. Non vuole che i due eventi avvengano contemporaneamente. Sarebbe politicamente troppo controverso.

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