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Un anno in più ai magistrati «over 70»

Per evitare il caos negli uffici giudiziari e ricorrere a una sostituzione forzata dei magistrati più anziani, il Governo ha inserito una norma “transitoria” nel decreto legge sulla giustizia civileapprovato ieri. In pratica, potranno restare al loro posto ancora per un anno quei magistrati che non avranno compiuto 72 anni al 31 dicembre 2015. 
Già nel luglio 2014, del resto, il primo presidente della Cassazione, Giorgio Santacroce, in una lettera ai presidenti delle commissioni Giustizia e Affari costituzionali della Camera, Donatella Ferranti e Paolo Sisto, in vista del parere sul decreto legge n. 90/2015 che ha riportato da 75 a 70 anni l’età pensionabile dei magistrati, aveva chiesto di scaglionare in quattro anni (fino a dicembre 2018) l’entrata a regime della riforma per evitare che il 31 dicembre 2015 venisse meno «in maniera traumatica la stessa struttura direttiva della Corte di cassazione» (primo presidente, presidente aggiunto e 35 presidenti di sezione).
La «progressiva attuazione» della riforma impedirebbe, scriveva ancora Santacroce, «la decapitazione degli uffici direttivi», oltre che della Cassazione, degli uffici di merito, e consentirebbe al Csm di avere un ragionevole lasso di tempo per bandire i concorsi e coprire i posti vacanti. Ma soprattutto, consentirebbe al ministero della Giustizia di procedere a nuovi concorsi di reclutamento dei magistrati trasformando lo «slogan» del «ricambio generazionale» nella «prospettiva concreta di realizzare il ringiovanimento della magistratura».
Con il decreto varato ieri Palazzo Chigi intende realizzare anche il portale delle vendite pubbliche, che contenga gli avvisi di tutte le vendite disposte dai tribunali italiani. L’iniziativa si colloca nel solco del portale europeo della giustizia, in fase di attuazione e a cui è affidato il compito di “rendere più semplice la vita del cittadino”. In particolare, la massima informazione sulle procedure esecutive aumenterà la trasparenza delle vendite giudiziarie e, quindi, il tasso di efficacia e la tutela dei creditori e dei debitori.
Il portale consentirà, infatti, a tutti gli interessati di acquisire le informazioni relative a tutte le vendite giudiziarie accedendo a un’unica area web gestita dal ministero della Giustizia, superando l’attuale frammentazione, dovuta al fatto che ogni tribunale pubblica gli avvisi di vendita su un sito individuato autonomamente e non comunicante con i siti degli altri uffici. Inoltre, così facendo, si supererà, per le vendite immobiliari, la previsione che impone la pubblicità dell’avviso nell’albo del tribunale. Con un ulteriore ritocco alle procedure esecutive si stabilisce che la divulgazione a mezzo stampa divenga una forma di pubblicità solo eventualmente concorrente sulla base di una istanza del creditore. L’interesse del creditore, come quello dello stesso debitore, è di massimizzare i risultati netti delle vendite giudiziarie dato che spesso, specie nel caso di immobili di valore contenuto, questi vengono compromessi da eccessive spese di pubblicità.

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