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Un aiuto ai giovani avvocati

Aiutare i giovani avvocati attraverso l’esenzione, per i primi anni di professione, dal pagamento della quota di iscrizione all’Ordine, intensificare l’attività di supporto al processo civile telematico, siglare protocolli di intesa con la magistratura per rendere il processo più efficiente.

Questi, in sintesi, alcuni dei punti chiave del programma del nuovo presidente dell’Ordine degli avvocati di Milano, Remo Danovi, eletto in seguito alle elezioni del 3, 4 e 5 marzo scorsi, che ad Affari Legali ha spiegato le priorità del suo mandato.

Domanda. Quali i punti principali del programma che intende mettere in atto?

Risposta. In sintesi, sono tre i punti chiave. Anzitutto, dobbiamo migliorare i servizi resi dall’Ordine agli iscritti, potenziando quelli già attivi e istituendone di nuovi. Penso allo sportello per il processo civile telematico, che dovrà essere sempre più in grado di rispondere alle continue richieste di assistenza da parte degli avvocati ed ai servizi per gli studi legali, quali le banche dati giuridiche, la assistenza informatica, lo sviluppo di modelli organizzativi per la miglior efficienza e gestione dello studio legale. Dobbiamo anche incentivare i servizi per il cittadino, per la tutela del loro affidamento e per migliorare l’immagine dell’avvocatura. Dobbiamo inoltre coltivare, nel segno della continuità con il passato, il rapporto con la magistratura attraverso la creazione di protocolli che rendano più efficiente il processo e quindi restituiscano la domanda di giustizia dei cittadini.

D. Su quali leve intende puntare per migliorare la situazione degli avvocati milanesi, in particolare dei giovani? Quali le opportunità di crescita, in questo periodo di crisi?

 

R. A Milano l’avvocatura è rappresentata sotto ogni profilo: vi sono gli avvocati d’affari, gli avvocati specializzati, ma anche gli avvocati generalisti. Vi sono gli studi legali associati molto importanti, nazionali e internazionali, e quelli con un unico avvocato. Vi sono avvocati con oltre cinquant’anni di professione e i giovani avvocati, appena abilitati. Occorre certamente indirizzare i nostri sforzi verso tutti, anche se la particolare congiuntura economica che stiamo attraversando impone di aiutare soprattutto i giovani. Penso al prestito d’onore ed alla esenzione, ove possibile, dal pagamento dell’iscrizione all’Ordine per i primi anni di Professione, anche in relazione ad età e reddito ma anche alla necessaria analisi e soluzione dei tanti problemi concreti che gli avvocati milanesi affrontano quotidianamente, ottenendo inoltre per ciascuno di loro e collettivamente servizi di assoluta qualità a costi sostenibili, ove non esenti.

D. Quale invece il contributo che potrà dare l’Ordine di Milano alla risoluzione dei numerosi problemi del sistema giustizia? In che modo intende affrontarli?

R. Il rapporto con la magistratura è fondamentale, e la creazione di protocolli di intesa potrà certamente aiutare tutti i soggetti che intervengono nel processo per renderlo più efficiente. Per di più occorre intensificare tutta l’attività tecnologica che riguarda il Processo civile telematico, per il quale il Foro di Milano è già all’avanguardia. Dobbiamo inoltre assumere tutte le iniziative possibili per migliorare il sistema normativo della giustizia e a tale scopo pensiamo di poter istituire un Ufficio legislativo che consentirà ai colleghi ogni debito aggiornamento sulle più rilevanti novità legislative e svilupperà proposte di legge volte alla semplificazione ed efficienza del sistema da condividere con l’Assemblea, nel rispetto della normativa comunitaria.

D. Come valuta le ultime riforme messe a punto dal ministro della giustizia?

R. L’ordinamento professionale è stato, negli ultimi due anni, completamente rinnovato. Le nuove norme, tuttavia, presentano diversi profili critici: si pensi solo al fatto che la nuova legge professionale, per la sua piena applicazione, rinvia a numerosi regolamenti. A due anni dall’entrata in vigore, non tutti i regolamenti sono stati emananti e, alcuni di essi, sono stati impugnati avanti gli organi giudiziari per violazione di legge. L’Ordine di Milano potrà, e anzi dovrà, farsi promotore presso gli organi legislativi per intervenire modificando le norme ove necessario, aiutando il legislatore a individuare le reali esigenze della categoria.

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