Siete qui: Oggi sulla stampa
Oggi sulla stampa

Un aiuto a chi perde efficienza

Maggiore è la perdita di efficienza del ciclo produttivo e più sconti si ottengono in Gerico 2015. Se la comparazione fra i dati strutturali del periodo d’imposta 2014 e quelli indicati nel nuovo quadro T dello studio di settore indicano un livello significativo di perdita di efficienza, l’effetto del correttivo congiunturale anticrisi può alleviare se non addirittura azzerare l’eventuale non congruità iniziale dei ricavi e compensi dichiarati.

Sembra essere questo l’effetto più innovativo della prima versione ufficiale del software Gerico 2015 (1.1.0) diffusa l’altro ieri dall’Agenzia delle entrate (si veda ItaliaOggi di ieri).

La revisione dei correttivi congiunturali anticrisi, che stando alle prime simulazioni effettuate sembra essere in grado di cogliere con maggior precisione e specificità gli effetti della crisi economica sui processi produttivi, potrebbe costituire anche un interessante spunto difensivo per i contribuente con effetto retroattivo sulle annualità precedenti.

Ma andiamo con ordine.

Le nuove variabili congiunturali in Gerico 2015. Gli effetti dei nuovi correttivi anticrisi approvati con il decreto del 15 maggio 2015 del ministro dell’Economia e delle Finanze sembrano dunque aver centrato l’obiettivo prefisso. Le nuove modalità di determinazione degli effetti anticrisi basate sulle analisi dell’efficienza produttiva applicabili a 193 dei 204 studi di settore in vigore per l’anno d’imposta 2014 consentono di ottenere importanti riduzioni dei maggiori compensi e ricavi calcolati in prima battuta dal software proprio per effetto delle perdite di produttività riconducibili alle difficoltà economiche dei mercati. Da notare peraltro che gli studi di settore ai quali non si applicano le nuove variabili congiunturali anticrisi basate sulla perdita di efficienza appartengono tutti al settore delle professioni intellettuali e in particolare a quelle il cui studi di settore applicano funzioni di stima dei compensi basate sul numero degli incarichi (ingegneri, notai, avvocati ecc.).

Gli effetti delle nuove riduzioni congiunturali basate sulle analisi dell’efficienza produttiva prendono spunto dai dati strutturali inseriti nel nuovo quadro T degli studi di settore in riferimento ai periodi d’imposta 2011, 2012 e 2013. Tali dati si riferiscono all’ammontare dei compensi e ricavi dichiarati e stimati dallo studio di settore, al valore dei beni strumentali, alle giornate retribuite dei dipendenti ed all’apporto nel processo produttivo del titolare e degli eventuali soci o associati. I dati desumibili dal triennio precedente vengono poi posti a raffronto con i valori relativi al periodo d’imposta 2014 generando l’innesco del correttivo congiunturale ogni volta in cui i valori dei ricavi o compensi dichiarati segna una flessione rispetto ai valori dei beni strumentali o della forza lavoro. Naturalmente per ogni tipologia di studi di settore e conseguentemente per ogni attività economica sono stati assegnati coefficienti di riduzione diversi sia per quanto riguarda il valore dei beni strumentali sia per quanto attiene alla forza lavoro.

L’utilizzo retroattivo delle nuove variabili congiunturali. Se l’effetto positivo dei nuovi correttivi dovesse essere confermato anche dopo le prime simulazioni effettuate una domanda sorge spontanea: è possibile pensare di applicare retroattivamente alle annualità precedenti al 2014 un tale meccanismo di revisione anticrisi? Stando all’insegnamento della Cassazione in tema di accertamenti standardizzati o parametrici per i quali le evoluzioni dei software di calcolo sono sempre applicabili – perché migliorative – anche al passato se più favorevoli ai contribuenti, non si vede il motivo per il quale non sia possibile una simile applicazione.

Peraltro, che il nuovo sistema di misurazione degli effetti della crisi economica sulle variabili degli studi di settore sia una «evoluzione» rispetto a quelli utilizzati in passato è scritto a chiare lettere nel citato decreto ministeriale di approvazione delle nuove metodologie di revisione anticrisi.

Sulla base di quanto sopra potrebbe dunque essere invocata da parte del contribuente, nel corso di un contraddittorio avente ad oggetto annualità precedente al 2014, una revisione dei calcoli del software Gerico alla luce delle nuove variabili congiunturali presenti nella versione Gerico 2015 con richiesta esplicita di applicazione dei risultati così ottenuti, qualora ovviamente più favorevoli al contribuente.

Print Friendly

Condividi su

Potrebbe interessarti anche
Oggi sulla stampa

Non far pagare alle aziende i contributi dei neo assunti per due anni. È la proposta di Alberto Bom...

Oggi sulla stampa

Oggi sulla stampa

Dopo il via libera della Commissione europea al Recovery Plan italiano arriverà un decreto legge su...

Oggi sulla stampa

Oggi sulla stampa

Il decreto «sostegni-bis» che il governo punta ad approvare entro la fine del mese parte con una p...

Oggi sulla stampa