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Un 2017 di fuoco per le Entrate

Il 2017 sarà un anno di fuoco per l’Agenzia delle entrate. Molti gli obiettivi ai quali dovranno dedicarsi gli uffici dell’amministrazione finanziaria, alcuni dei quali inediti: dall’implementazione della cooperative compliance alle risposte alle istanze di ruling sul patent box, dal lancio della fatturazione elettronica tra privati all’avvio dei nuovi indici di affidabilità fiscale (che manderanno in soffitta gli studi di settore), senza dimenticare le sfide in termini di invito all’adempimento spontaneo, l’accelerazione nei rimborsi fiscali e la diffusione del 730 precompilato. Tematiche che si aggiungono all’attività ordinaria fatta di controlli e servizi ai contribuenti, con in più la gestione della voluntary disclosure 2.0. È quanto prevede l’atto di indirizzo per il conseguimento degli obiettivi di politica fiscale per gli anni 2017-2019, firmato dal ministro dell’economia Pier Carlo Padoan nei giorni scorsi. Il documento sintetizza le linee guida volte a «razionalizzare le risorse, fornire servizi di alta qualità e assicurare una maggiore compliance volontaria da parte dei contribuenti». La strategia è anche mirata ad attuare almeno in parte le raccomandazioni pervenute nei mesi scorsi dall’Ocse e dal Fmi. Una di queste riguardava la necessità di una migliore gestione della macchina fiscale, evitando sovrapposizioni di ruoli (per esempio nell’effettuazione delle verifiche) e cercando di garantire il più possibile l’autonomia agli organi di carattere tecnico-operativo. L’atto di indirizzo del Mef ribadisce le funzioni attribuite alle singole amministrazioni, fermo restando un «approccio olistico» orientato alla compliance. Nel triennio 2017-2019 il dipartimento delle finanze dovrà continuare a elaborare e monitorare le convenzioni con le agenzie fiscali, a predisporre studi e analisi, nonché perseguire le attività necessarie per il progetto Beps.

Valerio Stroppa

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