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Un 2012 all’insegna del valzer

Negli ultimi 12 mesi, oltre che in operazioni di fusione, finanziamento, e delicati casi seguiti in Tribunale, i rainmaker dei maggiori studi d’affari italiani sono stati impegnati nel seguire, o nell’essere protagonisti dei numerosissimi cambi di poltrona che hanno portato oltre 80 professionisti senior a cambiare casacca solo considerando il 2012.

Tra spin off, professionisti che si sono messi in proprio lasciando studi legali internazionali, e annuncia a sorpresa di bancarotta (quello dell’americano Dewey & LeBoeuf, con disastrose conseguenze sulle sedi italiane di Roma e Milano), il 2012 è stato un anno scoppiettante per il settore degli avvocati d’affari.

In tempo di crisi infatti, per un professionista socio di uno studio internazionale, la scelta del brand con cui affacciarsi sul mercato è più importante che mai, e diversi nomi noti dell’industria hanno negli ultimi mesi riconsiderato la loro posizione, decidendo in molti casi di tentare la via dell’indipendenza.

La stagione dei cambi di poltrona si era aperta lo scorso anno con il passaggio di Roberto Cappelli, uno dei soci più importanti dell’allora studio Grimaldi e Associati a Gianni Origoni Grippo, che per l’ingresso del professionista specializzato nel settore corporate aveva messo mano alla sigla dello studio, diventata in seguito all’ingresso dell’avvocato Gianni Origoni Grippo Cappelli & Partners.

L’avvocato era arrivato nello studio di Francesco Gianni con un team di circa dieci professionisti, portando in dote un ricco portafoglio clienti, tra cui figura il nome di Unicredit.

Il passaggio di Cappelli ha segnato un periodo di forte crescita per lo studio di Gianni.

Lo scorso dicembre infatti, in una mossa a sorpresa, lo studio ha rafforzato il dipartimento di diritto del lavoro con l’ingresso a Milano di Paola Tradati, nome noto sul mercato in quanto la professionista era la managing partner dello studio Toffoletto De Luca Tamajo.

L’ingresso di Tradati, che ha portato con sé un team composto da diversi professionisti senior, ha confermato la crescita continua dello studio Gianni, che a partire dal 2008, l’anno in cui lo studio aveva subito lo spin off dei soci che avevano fondato Legance, ha ricostruito la struttura nominando oltre 30 soci, e portando a circa 370 il numero complessivo dei professionisti. Tra i recenti ingressi di peso c’era stato per esempio quello del socio Luigi Chessa, a lungo socio di Clifford Chance, che un anno fa circa aveva fondato la boutique Cdp studio legale associato.

Mentre Gianni ha guadagnato, altri studi hanno accusato perdite. È il caso di Cba, lo studio legale e tributario fondato da Angelo Bonissoni, che negli ultimi mesi ha visto uscire diversi soci, tra cui i padovani Nicola Bombassei, Francesco Camilotti, Cristiano Cerchiai, Franco Fabris, Alessandro Polettini e Roberto Salin, che hanno unito le forze per fondare lo studio legale indipendente Legalitax, una struttura che conta su clienti come Toyota Motor Italia, Engineering e Alfagomma.

Un altro trend di spostamenti ha invece riguardato specialisti di alcuni settori tradizionalmente di supporto ai dipartimenti principali.

Come nel caso di amministrativisti e esperi Antitrust. Sul primo fronte, da segnalare l’uscita di Marcello Clarich dello studio inglese Freshfields Bruckhaus Deringer, dove era socio dal 2003, che ha scelto di mettersi in proprio. Esempi noti nello stesso settore erano quelli di Fabio Cintioli, che aveva lasciato Bonelli Erede Pappalardo, Luca Perfetti uscito da Chiomenti e Claudio Guccione da Cba.

In ambito Antitrust invece, il passaggio dell’anno è stato quello di Cristoforo Osti, ex socio di Clifford Chance, passato a Chiomenti con i collaboratori Alessandra Prastaro e Angela Colonna.

Ancora, sul fronte del diritto del lavoro, Aldo Calza ha creato la boutique specializzata in diritto del lavoro, Help, che poco dopo si è fusa con lo studio del professor Mattia Persiani di Roma e che ha appena annunciato l’apertura di una sede a Londra.

Guccione ha lasciato Cba per fondare con Luca Palatucci lo studio P&I specializzato in diritto amministrativo e public utilities.

Certo è che negli ultimi mesi non sono mancati i colpi di scena. Per esempio il passaggio di Michael Bosco, il professionista che aveva portato in Italia l’americano Shearman & Sterling ora nelle file di Dla Piper. Altro ingresso di peso per lo studio americano guidato in Italia da Federico Sutti era stato quello dello specialista in diritto dell’energia Francesco Novelli in arrivo da Grimaldi. Con Novelli sono entrati in Dla Piper anche i partner Federico Zucconi Galli Fonseca, Giovanni Ragnoni Bosco Lucarelli, Ugo Calò e Francesco Satta.

Contemporaneamente, l’uscita di Roberto Cappelli e dello stesso Novelli aveva scatenato un inesorabile processo di disgregazione dello studio fondato da Vittorio Grimaldi. Tra le uscite che erano seguite quelle di Roberto Rio, passato allo studio Grasso La Torre Morgese Cesaro, e Daniela Troilo, fino a quel momento managing partner dello studio, che aveva deciso di mettersi in proprio.

Il destino dello storico studio italiano si è andato ad incrociare con la saga delle sedi italiane di Dewey & LeBoeuf, rimaste coinvolte nel fallimento della law firm americana. Dewey, che al momento del fallimento della casa madre contava 18 soci equity in Italia, si era unito con quanto rimasto di Grimaldi dopo le uscite registrate, in una operazione guidata dal managing partner Bruno Gattai, durante la quale Dewey aveva perso tuttavia il socio Francesco Cartolano, che aveva creato un’insegna indipendente assieme al socio Alessandro Accinni. Matrimonio che tuttavia non ha avuto successo.

In seguito a problemi che, secondo fonti di mercato, erano stati causati da differenze sul piano manageriale tra gli ex soci dello studio americano, abituati a una gestione di modello aziendale, e quelli dell’ex boutique italiana, più legata alle scelte autonome dei soci, Gattai ha annunciato a tempo record la decisione di lasciare la struttura, andando a fondare la boutique Gattai Minoli & Partners. Composta da 5 soci, e una trentina di professionisti la boutique vede al fianco di Gattai anche Nicola Brunetti, Gaetano Carrello, Luca Minoli e Stefano Catenacci. Lo studio, in poche settimane, ha già seguito l’acquisizione da parte di P&M partners di Monviso, la cessione del gruppo Cerved e quella, da parte della famiglia Tabacchi, del 36% di Salmoiraghi & Viganò a Luxottica.

Tuttavia, i professionisti che un tempo componevano il team di Dewey non hanno ancora trovato una equilibrio definitivo ed è probabile che nei prossimi mesi le sedi di Roma e Milano vedranno nuovi cambi di casacca.

L’ultimo colpo del mercato, almeno in termini di tempo, che tuttavia rischia di non essere l’ultimo, è stato quello di Lorenzo Parola, avvocato specializzato nel settore energy e socio di Grimaldi, passato nelle fila di Paul Hastings con un team di 4 persone, composto da Francesca Morra, Paola Merati, Susanna Granata, e Teresa Armori.

La nomina, che rafforza la practice di energy dello studio, segue di qualche mese il lancio di una sede americana, a Houston, focalizzata proprio sul settore dell’energia e l’ingresso in Italia di Patrizio Braccioni nel dipartimento tax dello studio, guidato da Bernadette Accili, in veste di of counsel.

Secondo fonti vicine ai due studi, la causa della decisione di Parola di cambiare casacca è da cercare principalmente nella necessità del socio di lavorare in uno studio internazionale e con una massa critica minima, piuttosto che in controversie interne tra i soci.

Chiudendo infine su Grimaldi, una delle grandi incognite per il 2013, la chiave della sopravvivenza sarà l’abilità dei soci nel colmare la mancanza di un leader.In Grimaldi restano Stefano Speroni, Davide Contini, Angelo Zambelli e Francesco Sciaudone, ma la struttura rischia uno sbilanciamento sul fronte corporate e legal, con meno capacità di finance, private equity, tax e energy.

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