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Un 2009 di crisi per l’Iva

di Valerio Stroppa  

La crisi economica non risparmia l'Iva nel 2009. Nell'anno che maggiormente ha risentito della congiuntura negativa iniziata alla fine del 2008, le grandezze Iva in valore assoluto hanno fatto segnare cali a due cifre, pur restando percentualmente in rapporto costante col pil. Notevoli le contrazioni dell'Iva a credito chiesta a rimborso o da utilizzare in compensazione e/o in detrazione nell'anno successivo. Calano di quasi il 7% anche i redditi dichiarati per il 2009 dalle società di persone, mentre risulta più contenuta la flessione dell'Ires dovuta dagli enti non commerciali. È quanto emerge dalle statistiche diffuse ieri dal Dipartimento delle finanze sulle dichiarazioni Iva e sulle dichiarazioni delle società di persone e degli enti non commerciali presentate nel 2010, relative ai redditi 2009.

Iva. Il calo del pil riscontrato nel 2009 per effetto della crisi (-5,2% il pil reale, -3,1% quello nominale) non ha lasciato indenne le principali grandezze economiche da cui origina l'imposta sul valore aggiunto. Con un volume d'affari complessivo sceso dell'11,86% e con gli acquisti/importazioni calati del 14%, è diminuito anche il «valore aggiunto fiscale» (-3,12% rispetto al 2008). Questa grandezza viene ricavata dalle dichiarazioni Iva ed è la variabile che più si avvicina al concetto di Pil in ambito di Iva, ricomprendendo anche le operazioni non imponibili e quelle esenti. Nonostante il calo in valore assoluto, tuttavia, il valore aggiunto fiscale Iva è rimasto immutato rispetto al pil (42,7% nel 2009, contro il 42,8% del 2008). Tre, principalmente, le spiegazioni del fenomeno, tutti legati alla crisi: il maggiore utilizzo delle rimanenze di magazzino, la forte flessione dell'import (-22% secondo l'Istat) e la netta riduzione degli investimenti fissi lordi (-12% sempre secondo l'Istat). A ciò si deve aggiungere anche la stretta sulle compensazioni Iva introdotta dal dl n. 78/2009, la quale, pur operando dal 1° gennaio 2010, «potrebbe aver ridotto, già nel 2009, scelte di acquisto finalizzate esclusivamente ad abusare delle compensazioni», spiega il Df.

Popolo delle partite Iva. Le dichiarazioni Iva presentate per l'anno 2009 sono state quasi 5,2 milioni. Un numero lievemente inferiore a quello del 2008 (-1,62%). A tale proposito ha influito la maggiore diffusione del regime dei minimi, che nel 2009 sono cresciuti del 24%: i contribuenti che optano per tale regime, infatti, sono esonerati dagli adempimenti Iva.

Grandi contribuenti. Netto il calo del credito Iva nel 2009: da 50 a 43 miliardi di euro (-13,88%). Contestualmente, diminuiscono sia le richieste di rimborso (-11,80%) sia le compensazioni/detrazioni (-14%).

Enti non commerciali. I modelli Unico-Enc presentati relativamente al 2009 sono stati 137.598 (-0,46% rispetto al 2008). Nella maggior parte dei casi il dichiarante è un'associazione o un comitato (72%) oppure un altro soggetto con personalità giuridica (14%). Il reddito complessivo dichiarato, pari a 2,3 miliardi di euro, si riduce del -3,34% rispetto al 2008. «Tale andamento», sottolineano i tecnici del Df, «può essere stato influenzato anche dalla rafforzata attività di contrasto a fenomeni elusivi e/o evasivi».

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