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Ultimo miglio, Telecom reagisce congelato lo scorporo della rete

Un blocco temporaneo, un momentaneo congelamento del progetto di scorporo della rete fissa. Nei fatti, una risposta “politica” alla proposta di aumento delle tariffe per il cosiddetto ultimo miglio, avanzata solo pochi giorni fa dall’AgCom.
Anche il consiglio di amministrazione di Telecom Italia – che si è riunito nel tardo pomeriggio di ieri – si schiera a favore del presidente Franco Bernabé e dei manager. Appoggiando, di fatto, quanto comunicato dalla società una settimana fa, quando l’Autorità per le Comunicazioni ha avanzato una revisione al rialzo del 6,5% dei costi di terminazione pagati dai concorrenti per l’accesso alla rete di proprietà dell’incumbent. Il che si aggiunge all’altra clamorosa battuta d’arresto dei progetti di Telecom Italia: il mancato avvio della trattativa per l’ingresso nel capitale dell’operatore H3g. Anche se nel caso della rete non è ancora detto l’ultima parola.
«Nel ribadire l’importanza del progetto non solo per Telecom Italia, ma per lo sviluppo del sistema di telecomunicazioni del Paese – si legge in una nota – il cda ha preso atto che le incertezze introdotte dalle recenti decisioni dell’Agcom rischiano di comprometterne la fattibilità. Ha pertanto deliberato che, prima di procedere ad ulteriori fasi implementative dello stesso, sia verificata la coerenza dei contenuti e del percorso regolatorio con le assunzioni alla base del progetto».
Un testo, che nel suo linguaggio un po’ complicato, mette in stand by il progetto di scorporo ma senza chiudere del tutto la porta. Del resto, anche l’AgCom ieri è tornata sul provvedimento che ha provocato la reazione di Telecom Italia. Con un comunicato – che gli addetti ai lavori hanno giudicato un tentativo di dialogo con l’ex monopolista l’Authority oltre a ribadire il suo giudizio positivo per il progetto di scorporo della rete in rame, ha voluto sottolineare due cose. La prima è che la revisione delle tariffe riguarda solo il 2013 e non le successive decisioni sui prezzi di accesso alla rete in rame che dovrebbero restare stabili e che, comunque, saranno oggetto di una successiva valutazione.
La seconda è che le revisioni delle tariffe non inficiano il progetto di scorporo societario del-l’infrastruttura: «Con una decisione più rispondente ai costi effettivi, l’Autorità ha inteso gettare le basi più opportune per una valutazione adeguata del progetto di separazione della rete per il quale continua a mantenere il giudizio globalmente positivo già espresso» precisa in una nota.
Ma c’è dell’altro. Il regime tariffario per l’accesso alla rete – sia alla fibra ottica sia al cavo di rame – da parte dei concorrenti di Telecom in futuro dovrà comunque essere sottoposto ad altre due varianti. La prima riguarda la posizione che vorrà assumere l’Unione Europea. Il portavoce del commissario Ue per l’agenda digitale Neelie Kroes ha già ricordato come la Commissione recentemente si sia espressa in favore della stabilità delle tariffe per il cosiddetto ultimo miglio, considerandolo un fattore che può contribuire a sostenere gli investimenti nei nuovi servizi, in particolare quelli per la banda larga superveloce.
Ma è anche vero, e qui sta il secondopunto, che a detta dei concorrenti, Telecom fa pagare i prezzi di accesso tra i più alti d’Europa e questo – alla fine – non andrebbe in favore dei consumatori e non spinge ai miglioramenti dei servizi e della rete stessa. Concorrenti che, in ogni caso,non possono permettersi di aspettare i tentennamenti di Telecom. Si spiega allora la nuova offerta da parte di Vodafone Italia per l’abbonamento alla fibra ottica, lanciato in 27 città italiane.
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