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Ultimi ritocchi al 730 I controlli prima del click

Entro venerdì l’invio da contribuenti, Caf e professionisti
Il modello 730 è al rush finale. Ultimi giorni disponibili per l’invio della dichiarazione via web direttamente dai singoli contribuenti o tramite Caf o professionista abilitato prima della scadenza di venerdì 22 luglio, termine inderogabile per completare le operazioni di inoltro del 730.
Oltrepassata questa data non sarà più possibile utilizzare il modello 730: l’unica strada percorribile rimane l’invio del modello Unico entro il 30 settembre. Alternativa questa che, però, non prevede alcuna possibilità di ricevere rimborsi o trattenute direttamente in busta paga. Vediamo quindi quali novità tenere a mente prima di completare e inviare la dichiarazione.
La presentazione congiunta
Da quest’anno è possibile inoltrare il modello precompilato anche in forma congiunta, sia in caso di accettazione senza modifiche sia nell’ipotesi in cui si debbano apportare delle modifiche o integrazioni al modello. Sotto il profilo strettamente operativo, sarà necessario avvalersi dell’apposita applicazione presente nella procedura con cui è possibile congiungere il 730.
Per unire le due dichiarazioni bisogna indicare inizialmente i codici fiscali del soggetto dichiarante e quello del coniuge che si vogliono unificare.
Poi si dovrà predisporre per prima la dichiarazione del coniuge “congiungente” seguita da un provvisorio invio di quest’ultimo modello al solo fine di confermare la dichiarazione in vista della successiva unione. Sarà, infatti, il sistema che farà affluire questa dichiarazione su quella del dichiarante che – una volta predisposta la propria – si vedrà congiungere quella del coniuge.
Il tutto verrà poi liquidato con la procedura “classica” del 730 congiunto, con esito finale dato dalla sommatoria delle due posizioni, con conguaglio unico nella busta paga del soggetto dichiarante.
Il foglio informativo
Per quanto riguarda gli ultimi controlli sui dati dichiarati, sarà necessario prestare adeguata attenzione ad alcuni aspetti peculiari del 730.
In primo luogo va sempre verificato il foglio informativo riepilogativo nel quale vengono riportati tutti i dati reperiti dall’amministrazione finanziaria nella predisposizione del precompilato.
Non tutte queste informazioni sono state replicate sul modello. Si tratterà, quindi, di capire i motivi del mancato riporto procedendo alle opportune integrazioni qualora la detrazione o la deduzione siano effettivamente spettanti. In più occorre integrare i dati non riportati.
I controlli
Per le spese mediche (si veda la scheda a fianco) non tutte le ricevute sono state intercettate e riportate nella dichiarazione precompilata. Quindi è necessario integrare le spese non comunicate dal Sts.
Altra voce importante cui porre attenzione, non fosse altro per i benefici che potrebbero derivarne in termini di risparmio d’imposta, sono le spese di ristrutturazione e di risparmio energetico. È opportuno ricordare, infatti, che le spese sostenute nel 2015, pur essendo generalmente presenti nel foglio informativo non sono state poi direttamente inserite nella precompilata. In questo caso sarà quindi necessario intervenire e modificare il 730. Non sono riportati nel modello (e nemmeno nel foglio riepilogativo) i bonifici relativi agli interventi sulle parti comuni condominiali, che devono per forza essere integrati a mano.
Per le spese di istruzione devono essere tenute presenti le novità in vigore per l’anno d’imposta 2015. Da quest’anno, infatti, è riconosciuta una detrazione del 19% delle spese per la frequenza di scuole dell’infanzia, del primo ciclo di istruzione e della scuola secondaria di secondo grado (comprese le spese per la mensa) per un massimo di 400 euro per alunno o studente (quadro E codice 12). Queste spese vanno inserite manualmente: non sono riportate in automatico nel precompilato.
Per le università, possono essere dedotte anche le spese sostenute per università non statali facendo riferimento ai limiti stabiliti dal decreto del Miur del 29 aprile scorso, n. 288. Per le università statali, il sistema propone in automatico le sole spese di frequenza. Altre spese quali ad esempio quelle per i test di ammissione e le prove di preselezione, nonché le tasse regionali previste, vanno integrate manualmente.

Lorenzo Pegorin
Gian Paolo Ranocchi

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