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Ultime ore per l’invio della certificazione

Ultimi controlli per la presentazione della prima certificazione unica («Cu») della nuova era della dichiarazione “precompilata”. Scade oggi, infatti, il termine per la trasmissione all’Agenzia da parte dei sostituti d’imposta delle certificazioni 2015 in relazione ai redditi di lavoro erogati nel corso dell’anno 2014. Superata la scadenza odierna, restano solo tre giorni per intervenire se si vogliono evitare le sanzioni previste in caso di errori.
Nelle ipotesi di errata trasmissione l’articolo 4, comma 6-quinques, del Dpr 322/98 prevede l’applicazione di una sanzione pari a 100 euro per ogni singola certificazione non corretta, che può essere evitata solo se la rettifica avviene entro i cinque giorni successivi alla scadenza ordinaria di sabato scorso (circolare 6/E/2015, par. 2.8), cioè entro il 12 marzo prossimo.
Inoltre va specificato che nei casi di mancato invio entro la scadenza di oggi, la certificazione si considera irrimediabilmente omessa; il comportamento è sanzionabile e non sarà possibile alcuna correzione postuma nei cinque giorni (articolo 2, Dlgs 175/2014). L’Agenzia ha chiarito, assumendo una posizione non pienamente condivisibile, che non sarà possibile avvalersi dell’istituto del ravvedimento operoso (circolare 6/E/2015, par. 2.6) per sanare eventuali violazioni in quanto la tempistica prevista per l’invio delle «Cu» e il loro utilizzo per l’elaborazione della “precompilata” non sarebbero compatibili con i tempi normativamente previsti per il ravvedimento. Fanno eccezione alcune situazioni particolari per le quali l’invio potrà essere gestito anche dopo l’odierna scadenza (si veda l’altro pezzo in pagina).
Ma vediamo quali sono i passaggi a cui fare attenzione al fine di effettuare correttamente gli adempimenti previsti.
Lo “scarto” totale o parziale del modello. Le istruzioni alla «Cu» specificano che si considerano tempestive le certificazioni trasmesse entro il termine ordinario anche se scartate dal servizio telematico, purché ritrasmesse entro i cinque giorni successivi alla data contenuta nella comunicazione che ne certifica i motivi dello scarto.
Il provvedimento dell’agenzia delle Entrate n. 4790 del 15 gennaio scorso ha specificato che, nel caso di scarto dell’intera fornitura (ossia di tutto il file contenente le varie certificazioni), la sanzione non si applica se il sostituto effettua un nuovo invio ordinario (non vanno dunque barrate né la casella sostituiva, né tanto meno quella riguardante l’annullamento poste nel frontespizio del modello) entro i cinque giorni successivi dell’intera fornitura. Al contrario se lo scarto interessa singole certificazioni all’interno della fornitura inviata dal sostituto, allora sarà necessario procedere a un ulteriore invio ordinario che contenga però le sole certificazioni da rettificare.
Qualora, poi, in fase di elaborazione di alcune ricevute comprovanti l’invio telematico si verificassero degli errori di valorizzazione sui campi «Casi di esclusione dalla precompilata» e «Eventi eccezionali» le faq pubblicate sul sito dell’Agenzia chiariscono che tali anomalie non pregiudicano affatto la corretta ricezione del file. In questo caso, infatti, il contribuente – precisano le Entrate – nei prossimi giorni sarà messo nelle condizioni di scaricare nella propria area autenticata le ricevute corrette.
L’invio correttivo nei cinque giorni. Nell’ipotesi in cui si debba sostituire una certificazione validamente accolta, si dovrà inoltrare uno specifico flusso riguardante le sole certificazioni da sostituire e/o annullare.
Ad esempio, se il sostituto ha inviato lo scorso 6 marzo il file, validamente riscontrato dal servizio telematico, contenente 10 certificazioni e si accore che solo una di queste è sbagliata, potrà, entro il prossimo 12 marzo, provvedere al reinvio, senza sanzioni, di quella sola certificazione errata ricordandosi, in questo caso, di barrare la casella «sostituzione» posta nel frontespizio.
In caso di errata certificazione, secondo quanto chiarito dall’Agenzia (circolare 6/E/2015, par. 2.6), resterebbe comunque sempre fermo l’obbligo di trasmettere la certificazione corretta anche una volta oltrepassata la citata scadenza (12 marzo). In tale ipotesi si applicherà la sanzione prevista pari a 100 euro per ogni singola certificazione. Ma in mancanza di esplicite esclusioni si deve ritenere applicabile la definizione agevolata a 1/3 ai sensi dell’articolo 16 del Dlgs 472/97.
Il rilascio di una nuova certificazione. Qualora il sostituto d’imposta avesse già consegnato la certificazione al sostituito, e avesse provveduto poi, oltre il termine previsto (9 marzo) all’invio telematico del modulo sostitutivo, dovrà sempre comunicare quanto avvenuto al sostituito.
Nella certificazione sostitutiva rilasciata dovrà essere, infatti, specificato nello spazio annotazioni che se il contribuente intende avvalersi della dichiarazione precompilata fornita dalle Entrate dovrà procedere sulla base della nuova certificazione a modificare il contenuto della stessa.

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