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Ultimatum Ue: “Troppo basso l’affitto della rete di Telecom”

ROMA — È guerra tra l’Europa e l’Agcom sui valori d’uso della rete Telecom Italia. I dissapori che finora erano solo nell’aria si sono concretizzati in una lettera che la Commissione Ue invia al Garante delle Comunicazioni. La lettera è una Raccomandazione ed è un testo durissimo nei confronti dell’Autorità presieduta da Angelo Cardani. Oggetto del contendere, una delibera di luglio con cui Agcom ha tagliato i prezzi che i concorrenti devono pagare a Telecom per utilizzarne la rete e quindi offrire servizi (telefono, Adsl) al cliente finale. La Commissione aveva messo subito in standby la delibera, assai dubbiosa su questi sconti. Ora apre lo scontro: la Raccomandazione chiede ad Agcom di rivedere nella delibera i prezzi detti di “unbundling” (con cui i concorrenti noleggiano il doppino Telecom). Lo scopo è consentire a Telecom «di avere un ragionevole ritorno sugli investimenti fatti nel corso del tempo», si legge nella lettera, firmata dal commissario Kroes. Agcom aveva ridotto l’unbundling del 2013 da 9,28 a 8,68 euro al mese (per linea).
La Commissione però chiede ad Agcom di rifare i calcoli dopo aver rivisto al rialzo il valore del Wacc di Telecom, ossia il costo medio ponderato del capitale. Il Wacc influisce su quanto Telecom può pretendere per l’uso della propria rete. Il nodo è che Agcom ha deciso, nella delibera, di lasciare il valore 2013 pari a quello del 2010, ritenendo di non avere elementi per decidere un aumento; non la pensa così Kroes, secondo cui l’Italia potrebbe seguire l’esempio di Spagna, Portogallo e Irlanda dove il Wacc è aumentato. Secondo Kroes sarebbe una giusta misura per sostenere gli investimenti che Telecom sta facendo sulle reti in banda larga di nuova generazione. Nel suo nuovo piano industriale ci sono in tutto 2,7 miliardi previsti dal 2014 al 2016, per coprire il 50% della popolazione telefonica con la fibra ottica (con 1,8 miliardi) e l’80% con le reti mobili 4G (900 milioni).
Kroes segue così una linea che sta adottando in tutta l’Europa, «dove cerca di migliorare le condizioni degli ex monopolisti», si legge in una nota di J.P. Morgan del 6 dicembre. Motivo per cui «avrebbe deciso di inasprire la propria posizione nei contenziosi con Austria e Italia sui canoni
dell’unbundling», continua la banca d’investimenti Usa. Agcom ha tempo fino al 12 gennaio per accogliere le richieste di Kroes. «La raccomandazione non è vincolante ma ha comunque un peso, perché l’Europa potrebbe trasformarla in procedura d’infrazione contro l’Italia. Kroes sta minacciando anche questa possibilità», dice Innocenzo Genna, esperto di policy tlc a Bruxelles.
Intanto il Cade, l’autorità antitrust brasiliana, non esclude di dividere Tim Brasil in più società che vengano acquistate da concorrenti locali. Il Cade contesta l’aumento della quota di Telefonica in Telco, la holding che controlla Telecom, perché gli spagnoli finirebbe per controllare i due maggiori operatori di telefonia mobile del Brasile, dove la Telefonica era già presente con Vivo.

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