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Ultima scadenza per Alitalia Il governo dà due mesi ai soci

Due mesi. E’ questo il tempo che il premier Enrico Letta ha ipotizzato per rimettere in pista Alitalia e accompagnarla a un matrimonio equo con Air France-Klm o altro pretendente. Mentre potrebbe formalizzarsi già domani l’offerta di Cassa depositi e prestiti per Ansaldo Energia.
Ieri il ministro dell’Economia, Fabrizio Saccomanni, ha detto che su Alitalia «certamente ci saranno incontri in settimana». Ma lunedì è stato già fissato il nuovo round a palazzo Chigi con banche e fornitori. E già Intesa, creditrice e azionista all’8,8%, offre disponibilità. Il presidente del consiglio di gestione, Gian Maria Gros-Pietro, ieri ha detto: «Noi anticipiamo i soldi ad aziende che hanno possibilità di sviluppo. Se Alitalia si dimostrerà tale faremo il nostro dovere anche verso questa società».
All’indomani della larga fiducia ottenuta dal governo, in Alitalia si riaccende dunque la speranza che quelli che sembravano fino a mercoledì scorso impegni generici, possano attuarsi. Beninteso, il governo non potrà mettere a disposizione apporti come quelli della Cassa depositi e prestiti, ma solo esercitare una moral suasion sulle banche perché ridiano fiato alle casse di Alitalia, rifinanzino il debito e si prestino a accollarsi, attraverso un consorzio di garanzia, le eventuali quote di inoptato dell’aumento di capitale-ponte da 100 milioni che è stato deliberato dall’ultimo consiglio di amministrazione per prendere tempo e risollevare la compagnia. Ai fornitori è richiesta pazienza e non solo: a Adr, ad esempio, si chiede di rimborsare 11 milioni di incremento tariffario applicato prima del 9 marzo scorso. Un mese dunque dovrebbe servire a accordarsi con i creditori, un mese a mettere a punto l’alleanza. Si arriva così praticamente a fine anno.
La riunione del board di Alitalia che si terrà domani a Milano servirà solo a informare il consiglio di quanto sta avvenendo, ascoltare i consiglieri francesi e ottenere un aggiornamento di Banca Leonardo sullo stato delle trattative con le banche.
Sempre domani Air France-Klm presenterà a Parigi ai sindacati i dettagli del piano che prevede altri 2.800 esuberi. Ieri il Financial Times ha raccolto voci secondo cui i francesi aiuterebbero Alitalia solo a costo di sacrifici simili in termini di flotta e personale, oltre che dopo un riassetto del debito e un cambiamento del piano di sviluppo attuale.
Intanto sembra più vicina a soluzione la vicenda di Ansaldo Energia, anche se Saccomanni ieri ha frenato: il dossier «non è stato chiuso». Insomma fino a sera non era certo se ci sarà un consiglio di amministrazione domani che possa prendere atto dell’offerta di Cassa depositi e prestiti. Ma l’offerta è data per elaborata: tramite il Fondo Strategico Italiano, Cdp acquisirebbe una quota, che potrebbe essere di maggioranza, di Ansaldo Energia; si parla di un 85-90%, lasciando il resto nelle mani di Finmeccanica (oggi al 45%) che incasserebbe fino a 600 milioni. Sarebbe solo uno step dell’operazione, cui potrebbe seguire la vendita di una quota ai coreani di Doosan. Ieri il titolo Finmeccanica ha chiuso in rialzo del 7,58%.

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