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Ultima curva per la Bce slitta a oggi l’incarico a Draghi

di Luigi Offeddu

BRUXELLES — Lui, il re, è stato scelto, ma l’incoronazione slitta a domani (oggi per chi legge, ndr): la nomina di Mario Draghi al vertice della Banca centrale europea è uno dei pochissimi argomenti su cui i capi di Stato e di governo dell’Unione Europea sono (quasi) tutti d’accordo, ma è forse proprio quel “ quasi” che tiene alta fino all’ultimo la suspense, e le voci su negoziati ancora in corso. Fino, appunto, a far slittare tutto di 12 ore. Lo scontro fra Italia e Francia è la spiegazione più probabile, come confermato anche da fonti diplomatiche francesi. «Di Draghi non abbiamo parlato, ne parleremo domani» (oggi per chi legge, ndr), dice il presidente della Ue Herman van Rompuy. La decisione è stata presa, svela il primo ministro belga Yves Leterme, ma non ancora formalizzata. C’è intesa o no su Draghi? chiedono i cronisti al premier italiano Silvio Berlusconi: «Domani» , è la risposta laconica. Quello che nell’ordine del giorno era un “ punto A” — la sigla che si usa per gli argomenti su cui l’accordo di tutti è raggiunto, e manca solo una sanzione formale— è diventato niente più di un punto interrogativo: così almeno dice una fonte ufficiosa. Una cosa, invece, si sa per certa: che le presunte discussioni, brevi o lunghe che fossero, non hanno riguardato la figura professionale di Mario Draghi. Invece, l’ostacolo è sempre quello indicato già da settimane a Parigi, all’Eliseo: il presidente francese Nicolas Sarkozy ha chiesto le dimissioni dalla Bce di Lorenzo Bini Smaghi, membro del “ board” o consiglio direttivo, per evitare che due italiani siedano al vertice dell’Eurotower e che la rappresentanza tricolore sia così sovradimensionata rispetto alle altre. Bini Smaghi, almeno fino alle ultime ore, non ha ascoltato né lui né il primo ministro Silvio Berlusconi: e non ha firmato le attese dimissioni. Conferma apertamente il premier lussemburghese, Jean-Claude Juncker: «So che ci sono delle attese francesi, che implicano la rinuncia di Bini Smaghi» . Ecco, così, lo stallo di questa notte: che coinvolge delicati equilibri di potere fra i governi, in un momento in cui la Bce è fra i medici principali al capezzale della Grecia, e dell’intera Eurozona. Della partita Draghi si è parlato anche nel colloquio che Berlusconi ha avuto qui a Bruxelles con Vittorio Grilli, il direttore generale del Tesoro. Quanto allo stesso Draghi, era lontano da qui, ma in qualche modo il più presente di tutti alla cena dei leader. Ieri, fra l’altro, al governatore — ancora per poche ore — di Bankitalia ha dedicato un ritratto assai vivace l’agenzia americana Bloomberg: l’ha paragonato a Bill Bradley, 68 anni, ex-campione di basket e modello sportivo dello stesso Draghi in gioventù. Ma anche, modello di un giovanotto che ha saputo vivere vite diverse cogliendo sempre il successo nel Paese più competitivo del mondo: dopo aver vinto una medaglia d’oro alle Olimpiadi di Tokyo nel 1964, segnato a canestro la bellezza di 3.068 punti e vinto 75 borse di studio universitarie, Bradley si buttò infatti in politica, diventando senatore e poi candidato ufficiale alla presidenza americana nel 2000. Era riservato, ma con le idee chiare: guidato da una forte determinazione in tutto ciò che faceva, proprio come — dice oggi Bloomberg — Mario Draghi. Bradley era il capo trascinatore della squadra dei «Tigers» , le tigri, il tiratore scelto. E se segnava tanti canestri era anche perché, dice la leggenda, aveva un campo visivo periferico (cioè riusciva a guardare lateralmente) fino a un’estensione di 192 gradi, mentre i comuni mortali si fermano a 180. Chissà, forse questa anche questa capacità sarebbe preziosa per stare in cima alla Banca centrale europea.

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