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Ultima colata Lucchini, 1.500 a rischio L’appello del Papa: sono con voi

PIOMBINO — La speranza è tornata a illuminare la Lucchini a poche ore dallo spegnimento di Afo4 (previsto per stanotte), l’altoforno, la grande bocca di fuoco che da sempre sfama oltre quattromila lavoratori della fabbrica e dell’indotto. Papa Francesco ha risposto a un videomessaggio che gli operai della Lucchini avevano realizzato con Klaus Davi. «Ed ha fatto un miracolo – dice commosso Alessandro Martini, manovratore di gru, 28 anni alle Acciaierie – perché in poche ore è accaduto ciò che non era successo in mesi e anni di lotta durissima e promesse vergognose».
Gli operai hanno ascoltato le parole del Pontefice dopo una mattinata trascorsa davanti alla fabbrica, tesa e nervosa. «Cari operai, cari fratelli – ha detto il Papa – sui vostri volti era dipinta una profonda tristezza, la preoccupazione di padri di famiglie che chiedono solo il loro diritto di lavorare per vivere dignitosamente e per poter costruire, nutrire ed educare i propri figli, siate sicuri della mia vicinanza e della mia preghiera. Non scoraggiatevi, il Papa è accanto a voi e prega per voi, affinché quando si spengono le speranze umane rimanga sempre accesa la speranza divina che non delude mai».
Poi il Pontefice ha chiesto «di compiere ogni sforzo di creatività e di generosità per riaccendere la speranza nei cuori di questi nostri fratelli e nel cuore di tutto le persone disoccupate a causa dello spreco e della crisi economica». E infine un appello, con toni accurati, a chi può risolvere la situazione. «Per favore, aprite gli occhi e non rimanete con le mani incrociate!».
Poco dopo altre parole di speranza si sono levate per salvare il secondo polo siderurgico d’Italia. Matteo Renzi ha annunciato via Twitter una soluzione vicina. In serata il viceministro allo Sviluppo Economico, Claudio De Vincenti, ha confermato per oggi la firma dell’accordo di programma con un’intesa tra i ministeri dello Sviluppo e dell’Ambiente che finanzierà l’operazione con 50 milioni. «Serviranno al ministero dello Sviluppo per un progetto industriale e manifatturiero di grande rilievo» ha spiegato De Vincenti dopo aver incontrato il presidente della Regione Toscana, Enrico Rossi, pronto a mettere su Lucchini dai 60 ai 100 milioni di euro.
Il progetto prevedrebbe la creazione di un impianto corex per la produzione della ghisa, un altro forno elettrico a basso impatto ambientale e una riconversione ecologica con relative bonifiche. Contratti di solidarietà eviterebbero la cassa integrazione.
Nell’accordo sarebbe coinvolto anche il porto, candidato a smantellare il relitto della Concordia e in prospettiva a diventare un centro specializzato per demolire vecchie navi militari e civili utilizzando nuove tecnologie e sistemi compatibili con l’ambiente. E infine sarebbe realizzata una rete di collegamenti viari e altre infrastrutture per cambiare verso a Piombino.
Intanto, in attesa del 30 maggio ultimo giorno per presentare le offerte vincolanti per rilevare la Lucchini, l’amministrazione straordinaria ha annunciato che sono due le manifestazioni di interesse per la Ferriera di Servola, a Trieste. Una di Arvedi, l’altra, ha spiegato la governatrice Debora Serracchiani, viene dall’estero.

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