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Ultima chiamata per salvare la Grecia La corsa a ritirare i risparmi

Alla fine la decisione spetterà ai capi di Stato e di governo dei 19 Paesi che hanno adottato l’euro: la crisi greca, l’intesa che non si riesce a trovare tra creditori internazionali e Atene e che potrebbe portare alla Grexit, sarà discussa in un summit straordinario convocato lunedì alle 19. L’Eurogruppo, che riunisce i ministri finanziari dell’eurozona, non è riuscito a trovare una sintesi: «È deplorevole che siano stati fatti così pochi progressi e che un accordo non sia in vista», ha detto il presidente Jeroen Dijssembloem. 
A esplicitare la gravità della situazione è stato il commissario Ue agli Affari economici, Pier Moscovici, che ha lanciato «un appello alla Grecia: torni al tavolo dei negoziati ed eviti un destino che sarebbe catastrofico». Il clima è teso e i creditori internazionali irritati. Per la direttrice del Fmi, Christine Lagarde, per riprendere il negoziato «è urgente ristabilire un dialogo fra adulti nella stanza». Ma la Grecia «deve presentare proposte concrete e credibili», viene ripetuto dai creditori, che contestano l’approccio vago di Atene. Continua però il muro contro muro. Il ministro delle Finanze greco, Yanis Varoufakis, che ha pubblicato sul suo blog la proposta presentata ai creditori, ha ammesso che «siamo pericolosamente vicini a uno stato mentale che accetta l’idea di un “incidente”: ho chiesto ai colleghi di uscire da questo stato, e ristabilire la fiducia nel nostro governo».
Atene ha riproposto ai ministri una soluzione che prevede lo swap del debito tra Bce e Esm. Ma poi sulle riforme è rimasta troppo generica. Sul tavolo da parte dei creditori c’è invece l’ipotesi di un allungamento del piano in corso, che si chiude a fine mese. La Grecia deve ripagare il 30 giugno 1,6 miliardi di euro in scadenza con il Fmi, ma non ha i soldi. In caso di insolvenza per la Lagarde si tratterebbe di “default”. Invece se si raggiunge un’intesa la Bce potrà concedere ad Atene di vendere più titoli di Stato, così avrà i mezzi necessari per andare avanti, inoltre l’Eurotower non sarebbe costretta a bloccare il piano Ela di fondi straordinari alle banche elleniche, che altrimenti rischierebbero di saltare nel giro di due settimane.
In Grecia è corsa agli sportelli. Tra lunedì e mercoledì sono stati prelevati circa due miliardi di euro. Un flusso che secondo la Bce, come riferiscono alcune fonti citate da Reuters, potrebbe costringere le banche greche a non aprire lunedì. Dijsselbloem avrebbe chiesto a Benoit Coeuré se gli istituti ellenici fossero in grado di aprire oggi e il membro del board della Bce avrebbe risposto: «Domani (oggi, ndr ) sì. Lunedì non so». Francoforte non ha voluto commentare. Mentre Varoufakis ha smentito l’eventualità. Su una cosa sono tutti d’accordo: resta poco tempo. Ma sul rischi di un contagio per l’Italia il ministro dell’Economia Pier Carlo Padoan rassicura: «Siamo un Paese assolutamente solido»

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