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Ultima chiamata per pagare le imposte

Oggi, 15 settembre, è il termine ultimo concesso a soggetti Isa, forfettari e minimi, per il pagamento del saldo 2020 e del primo acconto 2021 di Ires, Irap, Irpef (addizionali comprese) ed imposte sostitutive. Alla cassa anche i contribuenti che partecipano a società, associazioni ed imprese in regime di trasparenza fiscale. La disposizione che ha prorogato il termine ordinario di versamento è in deroga rispetto a quanto disposto all’articolo 17 comma 3 del dpr 435/2001, quindi non è prevista la possibilità di adempiere entro il trentesimo giorno successivo al nuovo termine con la maggiorazione dello 0,4% a titolo di interesse corrispettivo.

Da domani dunque chi non ha effettuato il versamento può ricorrere unicamente all’istituto del ravvedimento operoso, ai sensi dell’articolo 13 del dlgs 472/97, che consente ai contribuenti di regolarizzare gli omessi o carenti versamenti beneficiando della riduzione delle correlate sanzioni. Incaso di pagamento entro il 30 settembre la sanzione da applicare sarà a pari allo 0,1% per ogni giorno di ritardo. La proroga citata è quella arrivata in corso di conversione del decreto sostegni bis, il dl 73/2021 e disciplinata all’articolo 9-ter.

Come espressamente previsto al comma 1 dell’articolo 9-ter il termine fissato in data odierna riguarda anche il versamento del saldo iva 2020. In questo caso il pagamento va fatto con la prevista maggiorazione. Ai sensi dell’articolo 6 del dpr 542/99 infatti la differenza tra l’ammontare dell’Iva dovuta in base alla dichiarazione annuale e l’ammontare delle somme già versate mensilmente è versata entro il 16 marzo di ciascun anno ovvero entro il termine previsto dall’articolo 17, comma 1, del regolamento di cui al dpr 7 dicembre 2001, n. 435 maggiorando le somme da versare degli interessi nella misura dello 0,40 per cento per ogni mese o frazione di mese successivo alla predetta data. Conti alla mano dunque bisognerà maggiorare il versamento dell’1,6% ovvero lo 0,4% per le mensilità di aprile, maggio e giugno. Per luglio ed agosto niente 0,4% al mese poiché come espressamente indicato al 1 comma dell’articolo 9-ter il differimento al 15 settembre è senza maggiorazione.

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