Siete qui: Oggi sulla stampa
Oggi sulla stampa

Ue, web tax entro primavera

Proposta normativa sulla tassazione dei giganti del web entro la prossima primavera, approvazione entro un anno del Common consolidated corporate tax base (Ccctb), adozione entro sei mesi di nuove regole per gli intermediari fiscali e delle regole di trasparenza sui beneficiari effettivi, rafforzamento del Country by country report (Cbcr) e l’approvazione di una lista dei paesi fiscalmente non collaboranti. Questa è l’agenda che la Commissione europea ha pianificato per il prossimo anno. L’annuncio è stato fatto dal Commissario degli affari economici, Pierre Moscovici, in un dibattito sui Paradise Papers (scandalo fiscale portato alla luce dal consorzio dei giornalisti investigativi) tenutosi ieri presso l’Europarlamento. Un’accelerazione sui tempi tecnici, emerge dunque, dal discorso fatto da Moscovici. Lo scorso giugno, lo stesso commissario ha infatti proposto nuove regole sugli intermediari finanziari, con l’obiettivo di ridurre le pratiche scorrette messe in campo dai professionisti, per aiutare i loro clienti ad evadere le imposte nazionali. «Il Consiglio deve adottare la proposta entro i prossimi sei mesi», ha affermato Moscovici. «Si tratta solo di una volontà politica». Assieme alle norme per gli intermediari, il Consiglio deve anche adottare le nuove regole per i beneficiari effettivi. Queste hanno l’obiettivo di lottare contro le strutture opache e rendere possibile l’identificazione del reale proprietario che si cela dietro le società fantasma. Altri punti nella lista riguardano il Cbcr e il Ccctb. Il Cbcr deve essere implementato e indirizzato a colpire le multinazionali opache. Se epurato dalle limitazioni imposte (le multinazionali non sono obbligate a comunicare i loro dati finanziari se ritenuti commercialmente sensibili) il country by country report obbliga, infatti, le multinazionali a rendere pubblici i loro flussi di denaro, e dunque vincola alla trasparenza. Il Ccctb c’è ma deve essere «approvato al massimo entro un anno». Ultimo punto del programma riguarda la lista dei paesi fiscalmente non collaborativi.

Entro la fine di questa settimana, ha fatto sapere Moscovici, i paesi più «problematici» dovranno decidere se comunicare o meno il loro impegno a cambiare i loro regimi fiscali. Il gruppo del codice di condotta, ha però sottolineato Moscovici, deve essere «severo, unito e solido e accettare solo impegni concreti». Affinché la lista dei paesi non fiscalmente collaborativi sia ufficiale, deve essere approvata da tutti gli stati membri.

Proprio per questo, Moscovici ha chiesto che l’approvazione avvenga in tempi brevi, dopo che il 5 dicembre prossimo verranno annunciati i nomi presenti all’interno della black list fiscale, durante l’Ecofin.

Giorgia Pacione Di Bello

Print Friendly

Condividi su

Potrebbe interessarti anche
Oggi sulla stampa

Il management di Mediobanca confeziona una trimestrale con 200 milioni di utile netto, meno di un an...

Oggi sulla stampa

Oggi sulla stampa

Nessun rilancio sul prezzo, ma un impianto complessivamente più flessibile e con qualche passo avan...

Oggi sulla stampa

Oggi sulla stampa

Le recenti modifiche apportate alla legge 130/1999 (disposizioni sulle cartolarizzazioni dei crediti...

Oggi sulla stampa