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Ue, vertice straordinario per stimolare la crescita

BRUXELLES — Un vertice straordinario anticrisi dei capi di Stato e di governo dell’Unione Europea è stato convocato il 23 maggio prossimo per discutere come stimolare la crescita economica. Ma il presidente stabile del Consiglio dei governi, il belga Herman Van Rompuy, ha organizzato la cena dei 27 leader a Bruxelles sostanzialmente per cercare di conciliare la posizione del neoeletto presidente francese, il socialista François Hollande, con quella della cancelliera tedesca di centrodestra Angela Merkel. Hollande, in campagna elettorale, ha fatto del rilancio della crescita una priorità assoluta e annunciava di voler ridiscutere il Trattato fiscal compact (patto di bilancio), con cui la Merkel ha imposto rigide misure di austerità ai Paesi membri con debito e deficit eccessivi.
«La nostra collaborazione, e la tradizionale buona e profonda amicizia fra i nostri popoli, sarà rafforzata», è il messaggio distensivo inviato dalla cancelliera a Hollande per mantenere all’asse franco-tedesco il ruolo di motore dell’Ue e per auspicare la ricerca di una soluzione comune nella politica economica. «Io credo che, sia dalla sua, sia dalla mia parte ci sia il desiderio di trovarla — ha detto la Merkel —. Questo però non significa che si debba arretrare dai propri principi». La cancelliera ha ribadito la contrarietà a prestiti per la crescita che alimentino «fuochi di paglia». Ma in patria deve fare già i conti con l’opposizione socialdemocratica galvanizzata dalla vittoria di Hollande. Il presidente dell’Europarlamento, il socialdemocratico tedesco Martin Schulz, si è recato a Berlino proprio per far capire che l’Ue, dopo la disciplina di bilancio, «ha bisogno di un piano per la crescita per sfuggire al declino economico, crescente disoccupazione e indebolimento del sistema bancario».
L’ascesa degli estremisti antiausterità nelle elezioni in Grecia e in Francia fa riflettere un po’ tutti. A Bruxelles il presidente della Commissione, il portoghese José Manuel Barroso, e il suo vice, il finlandese Olli Rehn, si sono messi in linea con il cambiamento politico in corso sollecitando i governi «a far ripartire il motore bloccato della crescita europea». Barroso ha chiesto di aumentare il capitale della banca comunitaria Bei, per rilanciare i prestiti ai settori produttivi, di approvare entro giugno i project bond, utilizzabili per finanziare grandi opere infrastrutturali, e di introdurre nell’Ue la tassa sulle transazioni finanziarie per fare cassa.
Il rischio che la Grecia, nell’attuale instabilità politica, possa ridurre gli impegni di austerità per il risanamento dei conti pubblici, è stato collegato da vari analisti con l’arretramento delle Borse europee. Ad Atene l’indice Ftse Athex 20 ha avuto un tonfo del 4,4%. A Milano il Ftse Mib è sceso del 2,37%. Negativi anche il Dax di Francoforte (-1,9%), il Cac 40 di Parigi (-2,78), il Ftse 100 di Londra (-1,78%) e Madrid (-0,8%).

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