Siete qui: Oggi sulla stampa
Oggi sulla stampa

Ue, trasparenza a tappe forzate

Presentare un calendario con le riforme fiscali promesse all’Ue a dicembre 2017 e ottenere l’approvazione del parlamento nazionale sono alcuni degli step che devono affrontare i paesi della lista grigia se non vogliono finire all’interno della lista nera dei paesi non fiscalmente collaborativi.

Il 15 febbraio 2018 il Gruppo del codice di condotta ha dunque delineato le linee guida per il monitoraggio dei paesi della lista grigia (paesi che non rispettano gli standard fiscali Ue ma che si sono impegnati a modificare le pratiche dannose a differenza dei paesi della black list).

Entro il 9 marzo 2018, le giurisdizioni dovranno dunque presentare una generica timeline e una descrizione di come vogliono adempiere agli impegni presi con l’Ue. Una volta delineato il percorso, dovranno tradurre i passaggi fondamentali in lingua inglese, delineare una scaletta temporale precisa, presentare il progetto al proprio parlamento e riferire al Gruppo del codice di condotta il riscontro ricevuto. Ottenuto il feedback, le giurisdizioni dovranno procedere alla traduzione integrale delle misure finali che intendono adottare.

In tutto il processo di implementazione, gli stati non saranno mai lasciati soli. «La Commissione», si legge nelle linee guida del Codice di Condotta, «fornirà assistenza tecnica alle giurisdizioni per aiutarle a rispettare i loro impegni specifici. «Nel caso», continua il documento, «questa assistenza sarà fornita anche dall’Ocse e dagli stati membri».

Le giurisdizioni potranno essere invitate a partecipare alle riunioni del Gruppo del codice di condotta nel caso in cui dovranno fare presentazioni o rispondere a delle domande poste dalle delegazioni. Restano però escluse da tutte le discussioni interne.

Il processo di monitoraggio dei paesi non fiscalmente collaborativi è stato affidato al segretario generale di Consiglio. Lo scambio di lettere da/verso le giurisdizioni verrà dunque automaticamente girato alla mail: Secretariat.COCGjurisdictions@consilium.europa.eu e verrà «registrato» per motivi di trasparenza.

Per quanto riguarda gli aggiornamenti dei lavori, è stato deciso come due volte l’anno il Gruppo dovrà pubblicare una relazione sullo stato dei lavori, che verrà presentata durante l’Ecofin di ogni semestre prescelto. Oltre a ciò, la delegazione degli stati membri riceverà, dal presidente del Gruppo del codice di condotta, supportato dal segretariato generale del consiglio, settimanalmente o ogni due mesi (a seconda dei casi) una relazione dove verranno inclusi i documenti (lettere, email) più rilevanti.

All’inizio del 2019, il Gruppo del codice di condotta avrà due obiettivi. Valutare se gli impegni presi dalle giurisdizioni sono stati portati a temine, se sono in corso o se non sono stati rispettati e alla luce dei risultati aggiornare la lista delle giurisdizioni fiscalmente non cooperative.

Oltre alla linee guida per il processo di monitoraggio, il Gruppo del codice di condotta ha anche pubblicato la nuova lista grigia, a seguito delle recenti modifiche. A inizio anno, infatti, sono state tolte dalla blacklist otto paesi (Panama, Emirati Arabi, Tunisia, Barbados, Grenada, Corea del Sud, Macao e Mongolia). Le otto giurisdizioni sono state dunque spostate all’interno della lista grigia, andando a incrementare il numero di partenza (alle 47 se ne sono aggiunte 8).

Giorgia Pacione Di Bello

Print Friendly

Condividi su

Potrebbe interessarti anche
Oggi sulla stampa

Ai tempi delle grandi manifestazioni contro la stretta cinese, le file degli studenti di Hong Kong a...

Oggi sulla stampa

Oggi sulla stampa

L’ingresso nel tempio della finanza tradizionale pompa benzina nel motore del Bitcoin. Lo sbarco s...

Oggi sulla stampa

Oggi sulla stampa

L’Internet super-veloce e la fibra ottica sono un diritto fondamentale, costituzionale, che va ass...

Oggi sulla stampa