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Ue: tolleranza zero, subito un vertice

Preoccupata dall’ampiezza dello scandalo Volkswagen, accusata di avere modificato il funzionamento dei propri motori per truccare i risultati dei test sulle emissioni inquinanti, la Commissione europea ha chiesto ieri a tutti i governi dell’Unione di fare rapporto sul numero di veicoli coinvolti nei 28 paesi europei. Nel frattempo, l’esecutivo comunitario ha chiesto ai ministri dell’Industria di occuparsi della questione in una riunione la settimana prossima.
«La Commissione invita tutti i paesi ad aprire una indagine e a fare rapporto», ha detto la portavoce Lucía Caudet, ricordando che l’esecutivo comunitario è «per la tolleranza zero per quanto riguarda i tentativi di frode». Da una settimana, ormai, la casa automobilistica tedesca è al centro di uno scandalo clamoroso. Ha ammesso di aver dotato le proprie auto di ingegni capaci di ridurre le emissioni nocive di ossido di azoto (NOx) durante i test di omologazione. Circa 11 milioni di auto sono coinvolte.
In un comunicato, la commissaria all’industria e al mercato unico Elzbieta Bienkowska ha spiegato sempre ieri che l’Europa ha bisogno di un quadro completo della situazione. In questo contesto la signora Bienkowska ha chiesto alla presidenza lussemburghese dell’Unione di porre all’ordine del giorno della prossima riunione dei ministri dell’Industria, giovedì 1° ottobre, lo scandalo Volkswagen, e le sue conseguenze sul settore europeo dell’automobile.
Bruxelles non ha il potere in questo campo di aprire indagini a tappeto. Il compito di omologare o di controllare le auto in circolazione spetta ai paesi. La scelta nazionale consente poi la vendita in tutta l’Unione. Non si può escludere che Bruxelles nel caso sospetti colpa o dolo da parte delle autorità tedesche nel certificare veicoli Volkswagen possa decidere a un certo punto di aprire una procedura di infrazione per violazione delle regole europee sulle emissioni. Per ora, è presto per fare previsioni.
Con l’occasione, Bruxelles ha ricordato che nel 2016 gli attuali test di laboratorio, al momento dell’omologazione delle automobili, saranno associati a nuovi test su strada (si veda Il Sole/24 Ore di mercoledì). E’ in corso un negoziato tra la Commissione europea e i governi nazionali per capire come agire nel caso di divergenza nei risultati sulle emissioni nocive. Il tema è delicato, e si può facilmente presumere che i paesi produttori di auto stiano cercando di strappare soluzioni vantaggiose.
Addirittura, la Germania starebbe frenando, secondo informazioni non confermate. Aggiunge un esponente comunitario: “Speriamo che lo scandalo comporti una accelerazione nelle trattative”. D’altro canto la lobby automobilistica è influente, a Bruxelles e nelle capitali. Secondo il giornale The Guardian, i governi di Francia, Germania e Gran Bretagna avrebbero fatto pressione in questi mesi per ottenere o mantenere controlli meno rigidi e tetti alle emissioni meno elevati.
Sempre a proposito di lobby, negli anni scorsi vi furono accese trattative a livello europeo sui nuovi tetti per le emissioni di anidride carbonica (Co2) delle auto. Chi ha partecipato al negoziato si ricorda che la stessa cancelliera Angela Merkel influenzò le trattative, facendo pressione sui partner per ottenere un trattamento più favorevole alla Germania. In ballo, c’era un meccanismo, poi entrato in vigore, che prevede limiti basati su emissioni medie per società a seconda del peso dei veicoli.
Proprio ieri, intanto, le autorità francesi hanno annunciato che effettueranno “test aleaotori” su un centinaio di modelli di auto, di tutti i marchi, circolanti nel paese. Ormai molti osservatori pensano che le case automobilistiche colpevoli quanto la Volkswagen di frodare la clientela e le autorità siano numerose. Nel contempo, il governo italiano ha chiesto ragguagli alle autorità tedesche. Iniziative simili sono state prese anche fuori dall’Europa.

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